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	<title>Il Pensiero Artistico</title>
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	<description>Magazine di Arte e Attualità</description>
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		<title>Premio Accademia Cattani, Bologna dal 18 maggio al 22 giugno 2013</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 23:02:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<category><![CDATA[Premio Accademia Cattani]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 18 maggio alle ore 17,00 e Domenica 19 maggio alle ore 16,00 verrà inaugurata la prima parte della mostra dedicata al Premio Accademia Cattani presso l’Associazione Momenti d’Artista, vicolo Cattani, 5/b – Bologna. Sul nostro sito www.momentidartista.it, si possono già visionare le opere del primo gruppo di artisti. &#169; 2013, Il Pensiero Artistico. Il Pensiero Artistico by &#8220;TOKONOMAWAY di Boninsegna Stefano&#8221; is licensed under a Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale 3.0 Unported License. Based on a work at www.ilpensieroartistico.eu. Permissions beyond the scope of this license may be available at http://www.ilpensieroartistico.eu/?page_id=647. L’utilizzo degli articoli è libero ma subordinato alla citazione della fonte ovvero “Il Pensiero Artistico”, con link all’url http://www.ilpensieroartistico.eu e alla citazione dell’autore dell’articolo. La licenza si intende libera solo per usi non commerciali. Per usi commerciali degli articoli contattare la redazione alla email redazione@ilpensieroartistico.eu. Parte dei testi possono provenire dai comunicati stampa ufficiali. Eventuali marchi terzi sono di proprietà delle rispettive aziende.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sabato 18 maggio alle ore 17,00 e Domenica 19 maggio alle ore 16,00 verrà inaugurata la prima parte della mostra dedicata al Premio Accademia Cattani presso l’Associazione Momenti d’Artista, vicolo Cattani, 5/b – Bologna.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul nostro sito<strong> <a href="http://www.momentidartista.it" target="_blank">www.momentidartista.it</a></strong>, si possono già visionare le opere del primo gruppo di artisti.</p>
<p style='text-align:left'>&copy; 2013, <a href='http://www.ilpensieroartistico.eu'>Il Pensiero Artistico</a>. Il Pensiero Artistico by &#8220;TOKONOMAWAY di Boninsegna Stefano&#8221; is licensed under a Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale 3.0 Unported License. Based on a work at www.ilpensieroartistico.eu. Permissions beyond the scope of this license may be available at http://www.ilpensieroartistico.eu/?page_id=647. L’utilizzo degli articoli è libero ma subordinato alla citazione della fonte ovvero “Il Pensiero Artistico”, con link all’url http://www.ilpensieroartistico.eu e alla citazione dell’autore dell’articolo. La licenza si intende libera solo per usi non commerciali. Per usi commerciali degli articoli contattare la redazione alla email redazione@ilpensieroartistico.eu. Parte dei testi possono provenire dai comunicati stampa ufficiali. Eventuali marchi terzi sono di proprietà delle rispettive aziende.</p>
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		<title>PIER LUIGI GHIDINI, La metafora dell’essere, Mantova 18/30 maggio 2013</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 23:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<category><![CDATA[Galleria d’Arte Arianna Sartori]]></category>
		<category><![CDATA[Pier Luigi Ghidini]]></category>

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		<description><![CDATA[La metafora dell’essere Colori brillanti e ammalianti, linee precise sezionanti spazi, o armoniosamente attorcigliate in percorsi, paesaggi naturali ed ambienti trasformati dall’uomo in cui la natura s’intrufola, s’inerpica e sporge rinata e generosa, caratterizzano la produzione artistica di Pier Luigi Ghidini. È abbondante, e ci viene incontro annunciando da subito un artista entusiasta, che contempla con compiacimento un mondo naturale in perpetuo movimento, che si trasforma e non degrada, che concede spazio all’uomo e a tutte le sue esigenze abitative e lavorative, ma non si lascia soverchiare e spunta là, dove meno te l’aspetti, là dove domina il cemento ed il mattone si congiunge al mattone in un’ascesa verticale, che, metaforicamente resa da scale, indica la sua presenza ovunque le costruzioni hanno coperto prati e colline, o hanno addentato la montagna per farsi largo e dilatarsi. Tutte le opere di Pier Luigi Ghidini constatano che la forza vitale della natura è inalienabile e trova sempre il modo per proclamare la sua sovranità, e risorgere forte. E allora…, ecco l’albero che cresce sul tetto, il fiore, che, gigantesco, pencola da una feritoia, ecco mille variopinte corolle, che si ammassano dove la rugiada irrora il prato, o dove la mano operosa dell’uomo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.ilpensieroartistico.eu/http://www.ilpensieroartistico.eu/wp-content/uploads/2013/05/Ghidini_400.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8161" title="Ghidini_400" src="http://www.ilpensieroartistico.eu/http://www.ilpensieroartistico.eu/wp-content/uploads/2013/05/Ghidini_400-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>La metafora dell’essere</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Colori brillanti e ammalianti, linee precise sezionanti spazi, o armoniosamente attorcigliate in percorsi, paesaggi naturali ed ambienti trasformati dall’uomo in cui la natura s’intrufola, s’inerpica e sporge rinata e generosa, caratterizzano la produzione artistica di Pier Luigi Ghidini.</p>
<p style="text-align: justify;">È abbondante, e ci viene incontro annunciando da subito un artista entusiasta, che contempla con compiacimento un mondo naturale in perpetuo movimento, che si trasforma e non degrada, che concede spazio all’uomo e a tutte le sue esigenze abitative e lavorative, ma non si lascia soverchiare e spunta là, dove meno te l’aspetti, là dove domina il cemento ed il mattone si congiunge al mattone in un’ascesa verticale, che, metaforicamente resa da scale, indica la sua presenza ovunque le costruzioni hanno coperto prati e colline, o hanno addentato la montagna per farsi largo e dilatarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte le opere di Pier Luigi Ghidini constatano che la forza vitale della natura è inalienabile e trova sempre il modo per proclamare la sua sovranità, e risorgere forte. E allora…, ecco l’albero che cresce sul tetto, il fiore, che, gigantesco, pencola da una feritoia, ecco mille variopinte corolle, che si ammassano dove la rugiada irrora il prato, o dove la mano operosa dell’uomo, nutrendo il seme, ne attende la sua esplosione; e ancora là, dove una fantasmagorica fioritura culmina in un gigantesco vaso, che, padrone della scena, quale cornucopia dell’abbondanza, varia la sua offerta, trasbordando frutti succosi ed esprimendo riconoscenza all’uomo che l’ha accudito con amore.</p>
<p style="text-align: justify;">E dall’amore, filo guida della produzione artistica di Pier Luigi Ghidini, tutto consegue. L’artista lo dice con metafore, che, inconfondibili, appaiono ora appartate, ora in prima fila. Sono piccoli o grandi cuori, che proiettano qui un’aiuola profumata, là sono preziosa teca per i tesori della natura, e ancora altrove, quale cornice leggera, contornano una visione paesaggistica. (&#8230;) (Prof.ssa Marta Mai)</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: justify;">Galleria d’Arte Arianna Sartori</h2>
<p style="text-align: justify;">Via Cappello 17, Mantova</p>
<p style='text-align:left'>&copy; 2013, <a href='http://www.ilpensieroartistico.eu'>Il Pensiero Artistico</a>. Il Pensiero Artistico by &#8220;TOKONOMAWAY di Boninsegna Stefano&#8221; is licensed under a Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale 3.0 Unported License. Based on a work at www.ilpensieroartistico.eu. Permissions beyond the scope of this license may be available at http://www.ilpensieroartistico.eu/?page_id=647. L’utilizzo degli articoli è libero ma subordinato alla citazione della fonte ovvero “Il Pensiero Artistico”, con link all’url http://www.ilpensieroartistico.eu e alla citazione dell’autore dell’articolo. La licenza si intende libera solo per usi non commerciali. Per usi commerciali degli articoli contattare la redazione alla email redazione@ilpensieroartistico.eu. Parte dei testi possono provenire dai comunicati stampa ufficiali. Eventuali marchi terzi sono di proprietà delle rispettive aziende.</p>
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		<title>“Quai ouest”, un angolo di non-paradiso nell’opera di Koltès mai rappresentata in Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 22:55:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bologna News]]></category>
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		<category><![CDATA[Teatro.Musica.Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Adriatico]]></category>
		<category><![CDATA[Koltès]]></category>
		<category><![CDATA[TEATRI DI VITA Centro Internazionale per le Arti della Scena Bologna]]></category>

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		<description><![CDATA[Un fiume nella notte nel quartiere abbandonato: un uomo che tenta il suicidio per evitare uno scandalo finanziario, e attorno a lui un mondo di emarginati e immigrati che si rivelano mentre la notte lascia il posto all’alba. “Nessuno verrebbe qui disarmato, senza motivo”&#8230; E’ l’ambiente della più densa e suggestiva opera di Bernard-Marie Koltès, mai rappresentata in Italia: Quai ouest. A presentarla al pubblico italiano è Andrea Adriatico nella nuova produzione di Teatri di Vita, che debutterà al Festival VIE: da venerdì 24 a lunedì 27 maggio, a Finale Emilia (ore 21, prenotazione obbligatoria; punto di riferimento: Piazza Garibaldi; infoline 059.305738, www.viefestivalmodena.com), e poi da giovedì 30 maggio a domenica 9 giugno, a Bologna (ore 21, riposo lunedì 3; punto di riferimento: Teatri di Vita; infoline 051.566330, www.teatridivita.it). Lo spettacolo, con cui Adriatico ritorna a confrontarsi con il suo autore d’elezione dopo numerosi lavori (tra cui, ultimo, “Il ritorno al deserto” nel 2007), vede in scena Anna Amadori, Gabriele Duma, Olga Durano, Gianluca Enria, Francesco Martino, Maurizio Patella, Selvaggia Tegon Giacoppo, Florentin Tchinda Mohamed. Immaginazione tecnica Carlo Quartararo; cura Monica Nicoli, Saverio Peschechera; scene e costumi Andrea Barberini; acconciature Orea Malià; aiuto regia Paola Bolelli; tecnica Rabii Sakri; assistenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un fiume nella notte nel quartiere abbandonato: un uomo che tenta il suicidio per evitare uno scandalo finanziario, e attorno a lui un mondo di emarginati e immigrati che si rivelano mentre la notte lascia il posto all’alba. “Nessuno verrebbe qui disarmato, senza motivo”&#8230; E’ l’ambiente della più densa e suggestiva opera di Bernard-Marie Koltès, mai rappresentata in Italia: Quai ouest. A presentarla al pubblico italiano è Andrea Adriatico nella nuova produzione di Teatri di Vita, che debutterà al Festival VIE: da venerdì 24 a lunedì 27 maggio, a Finale Emilia (ore 21, prenotazione obbligatoria; punto di riferimento: Piazza Garibaldi; infoline 059.305738, www.viefestivalmodena.com), e poi da giovedì 30 maggio a domenica 9 giugno, a Bologna (ore 21, riposo lunedì 3; punto di riferimento: Teatri di Vita; infoline 051.566330, www.teatridivita.it).</p>
<p style="text-align: justify;">Lo spettacolo, con cui Adriatico ritorna a confrontarsi con il suo autore d’elezione dopo numerosi lavori (tra cui, ultimo, “Il ritorno al deserto” nel 2007), vede in scena Anna Amadori, Gabriele Duma, Olga Durano, Gianluca Enria, Francesco Martino, Maurizio Patella, Selvaggia Tegon Giacoppo, Florentin Tchinda Mohamed. Immaginazione tecnica Carlo Quartararo; cura Monica Nicoli, Saverio Peschechera; scene e costumi Andrea Barberini; acconciature Orea Malià; aiuto regia Paola Bolelli; tecnica Rabii Sakri; assistenza Angela Grasso.</p>
<p style="text-align: justify;">Produzione Teatri di Vita – Bologna, in collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Un uomo vorrebbe morire. Buttarsi nel fiume in un posto deserto, nei pressi di un grande hangar, dopo aver messo due grosse pietre nelle tasche della giacca, per non rimanere a galla. E con l’acqua sporca e delle conchiglie che gli riempiono la bocca, sparisce in fondo al fiume come la ruota sgonfia di un camion. Ma qualcuno si butta dietro di lui e lo ripesca. Fradicio, tremante, arrabbiato, chiede: “Cosa vuole da me?”. La sua macchina è sempre lì, ma il motore è fuori uso e le ruote sono state bucate. “Cosa vuole da me esattamente?”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Quai Ouest” è una delle opere più affascinanti e misteriose, di seducente raffinatezza linguistica, di Bernard-Marie Koltès, scritta al rientro da un viaggio in America, dove lo scrittore francese rimane colpito dalla visione di un grande hangar in un porto. E’ un testo che parla dell’emergenza che viviamo, dei conflitti e delle migrazioni, temi cari a Koltès, che Andrea Adriatico ha messo in luce nei tanti attraversamenti che ha compiuto nella sua opera. Dopo gli omaggi a Koltès negli anni ’90 (l’ultima notte, fuga, là dove ci si vede da lontano, tra il 1991 e il 1994) e dopo Il ritorno al deserto (prima rappresentazione assoluta in Italia, 2007), Adriatico ritorna ancora una volta a confrontarsi con il “suo” autore più frequentato, mettendo in scena per la prima volta in Italia Quai ouest. Lo spettacolo rappresenta il principale sforzo produttivo di Teatri di Vita nel 2013, ed è realizzato in collaborazione con ERT.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha detto Bernard-Marie Koltès su “Quai ouest”:</p>
<p style="text-align: justify;">Bisognerebbe considerare, a priori, che ogni linguaggio è ironico e ogni slittamento è grave; questo eviterebbe di considerare serie cose che non lo sono affatto, di rendere tristi scene che dovrebbero essere comiche e di eliminare tutto il tragico da questa vicenda.</p>
<h2 style="text-align: justify;"></h2>
<h2 style="text-align: justify;">TEATRI DI VITA</h2>
<h2 style="text-align: justify;">Centro Internazionale per le Arti della Scena</h2>
<p style="text-align: justify;">Via Emilia Ponente 485 &#8211; 40132 Bologna &#8211; Italia</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.teatridivita.it" target="_blank">www.teatridivita.it</a></strong></p>
<p style='text-align:left'>&copy; 2013, <a href='http://www.ilpensieroartistico.eu'>Il Pensiero Artistico</a>. Il Pensiero Artistico by &#8220;TOKONOMAWAY di Boninsegna Stefano&#8221; is licensed under a Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale 3.0 Unported License. Based on a work at www.ilpensieroartistico.eu. Permissions beyond the scope of this license may be available at http://www.ilpensieroartistico.eu/?page_id=647. L’utilizzo degli articoli è libero ma subordinato alla citazione della fonte ovvero “Il Pensiero Artistico”, con link all’url http://www.ilpensieroartistico.eu e alla citazione dell’autore dell’articolo. La licenza si intende libera solo per usi non commerciali. Per usi commerciali degli articoli contattare la redazione alla email redazione@ilpensieroartistico.eu. Parte dei testi possono provenire dai comunicati stampa ufficiali. Eventuali marchi terzi sono di proprietà delle rispettive aziende.</p>
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		<title>MUNTADAS &#8211; PROTOCOLLI VENEZIANI I, Venezia 30 maggio/31 agosto 2013</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 22:50:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Prima]]></category>
		<category><![CDATA[ANTONI MUNTADAS]]></category>
		<category><![CDATA[Galleria Michela Rizzo]]></category>
		<category><![CDATA[MUNTADAS - PROTOCOLLI VENEZIANI I]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 29 maggio 2013 la Galleria Michela Rizzo di Venezia inaugura nella sua sede di Palazzo Palumbo Fossati il primo appuntamento del suo programma espositivo in concomitanza con la 55 ° Biennale di Venezia con la mostra di Antoni Muntadas Protocolli Veneziani I. Antoni Muntadas dedica il suo lavoro a progetti che prevedono l&#8217;utilizzo dei media in funzione sociale e politica. La sua opera si sviluppa su due livelli: la percezione e l&#8217;informazione, dove la prima agisce a livello emotivo e la seconda stimola un ragionamento. In questa mostra Muntadas, osservando Venezia, evidenzia quelle forme che egli identifica come “protocolli” a Venezia, intesi come, citando Angela Vettese, “modi di fare pratici, sistemi per riparare, combinazioni tecniche ritualizzate e consuetudini che si concretano in una serie di superfetazioni dell&#8217;abitato.” L&#8217;autore opera da un punto di vista che si fa personale, mettendo in luce le dinamiche legate all&#8217;abitare oggi la Laguna: protocolli che diventano essenziali, reinventandosi e adattandosi al procedere del tempo. Protocolli Veneziani I, prima fase di un progetto su Venezia, è costituito da un insieme d&#8217;immagini attraverso le quali l&#8217;artista racconta le norme che regolano la vita della città creando un tessuto in cui gli abitanti sviluppano le proprie esistenze. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilpensieroartistico.eu/http://www.ilpensieroartistico.eu/wp-content/uploads/2013/05/Muntadas.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8155" title="Muntadas" src="http://www.ilpensieroartistico.eu/http://www.ilpensieroartistico.eu/wp-content/uploads/2013/05/Muntadas-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a>Il 29 maggio 2013 la Galleria Michela Rizzo di Venezia inaugura nella sua sede di Palazzo Palumbo Fossati il primo appuntamento del suo programma espositivo in concomitanza con la 55 ° Biennale di Venezia con la mostra di Antoni Muntadas Protocolli Veneziani I.</p>
<p style="text-align: justify;">Antoni Muntadas dedica il suo lavoro a progetti che prevedono l&#8217;utilizzo dei media in funzione sociale e politica. La sua opera si sviluppa su due livelli: la percezione e l&#8217;informazione, dove la prima agisce a livello emotivo e la seconda stimola un ragionamento.</p>
<p style="text-align: justify;">In questa mostra Muntadas, osservando Venezia, evidenzia quelle forme che egli identifica come “protocolli” a Venezia, intesi come, citando Angela Vettese, “modi di fare pratici, sistemi per riparare, combinazioni tecniche ritualizzate e consuetudini che si concretano in una serie di superfetazioni dell&#8217;abitato.” L&#8217;autore opera da un punto di vista che si fa personale, mettendo in luce le dinamiche legate all&#8217;abitare oggi la Laguna: protocolli che diventano essenziali, reinventandosi e adattandosi al procedere del tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Protocolli Veneziani I, prima fase di un progetto su Venezia, è costituito da un insieme d&#8217;immagini attraverso le quali l&#8217;artista racconta le norme che regolano la vita della città creando un tessuto in cui gli abitanti sviluppano le proprie esistenze. Muntadas considera queste regole come ombre e riflessi indispensabili della storia di Venezia che si concretizzano in orme, tracce, segni, estetiche di un&#8217;architettura particolare. L&#8217;ambizione sottesa a tale progetto è quella di mostrare il lato quotidiano della città nascosto agli occhi del turista, decostruendo e smontando la realtà, restituendoci solo frammenti o indizi. Emerge l&#8217;immagine di una città che vive il paradosso di una cultura locale oggetto di un processo di internazionalizzazione che porta inevitabilmente ad un&#8217;ulteriore evoluzione dei suoi protocolli.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Antoni Muntadas ha partecipato a diverse esposizioni internazionali tra le quali Documenta VI e X a Kassel, le Biennali di Venezia &#8217;72, &#8217;76 e 2005, San Paolo e Lione, oltre ad aver esposto in numerosi musei internazionali e ad aver diretto seminari in istituzioni accademiche Europee e Statunitensi. Il suo lavoro gli è valso numerosi premi, tra cui nel 2009 il premio Velazquez de Artes Plasticas.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>COMUNICATO A CURA DI: Ufficio Stampa, Maddalena Bonicelli</em></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: justify;">Galleria Michela Rizzo</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>Palazzo Palumbo Fossati</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Fondamenta della Malvasia Vecchia</p>
<p style="text-align: justify;">S. Marco, 2597, Venezia</p>
<p style="text-align: justify;">(Fermata Vaporetto: Santa Maria del Giglio)</p>
<p style="text-align: justify;">MARTEDì &#8211; SABATO 10-13 e 15-18</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.galleriamichelarizzo.net" target="_blank">www.galleriamichelarizzo.net</a></strong></p>
<p style='text-align:left'>&copy; 2013, <a href='http://www.ilpensieroartistico.eu'>Il Pensiero Artistico</a>. Il Pensiero Artistico by &#8220;TOKONOMAWAY di Boninsegna Stefano&#8221; is licensed under a Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale 3.0 Unported License. Based on a work at www.ilpensieroartistico.eu. Permissions beyond the scope of this license may be available at http://www.ilpensieroartistico.eu/?page_id=647. L’utilizzo degli articoli è libero ma subordinato alla citazione della fonte ovvero “Il Pensiero Artistico”, con link all’url http://www.ilpensieroartistico.eu e alla citazione dell’autore dell’articolo. La licenza si intende libera solo per usi non commerciali. Per usi commerciali degli articoli contattare la redazione alla email redazione@ilpensieroartistico.eu. Parte dei testi possono provenire dai comunicati stampa ufficiali. Eventuali marchi terzi sono di proprietà delle rispettive aziende.</p>
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		<title>Autoritratti. Iscrizioni del femminile nell&#8217;arte italiana contemporanea al MamBO di Bologna</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 22:40:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda]]></category>
		<category><![CDATA[Autoritratti. Iscrizioni del femminile nell'arte italiana contemporanea al MamBO di Bologna]]></category>

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		<description><![CDATA[Operatrici culturali, studiose e attiviste di fama internazionale sono protagoniste degli incontri pubblici che si svolgono dal 16 al 25 maggio al MAMbo – Museo d&#8217;Arte Moderna di Bologna parallelamente alla mostra Autoritratti. Iscrizioni del femminile nell&#8217;arte italiana contemporanea (12 maggio – 1 settembre 2013). L&#8217;esposizione costituisce una delle diverse articolazioni di un vasto progetto finalizzato a promuovere un ragionamento collettivo sulla necessità di dare esplicito riconoscimento all’incidenza che la cultura elaborata dal femminismo ha avuto nel nostro paese anche in ambito artistico. Con questo obiettivo il MAMbo organizza una serie di conferenze e alcune tavole rotonde articolate in due cicli, accogliendo i contributi e le testimonianze di personalità direttamente coinvolte nella realizzazione della rassegna e di altre che non hanno fatto parte di questo percorso. Il primo ciclo, organizzato in collaborazione con la Biblioteca Italiana delle Donne di Bologna, dal titolo Riflessioni sulla differenza nella ricerca e nella pratica artistica contemporanea ha come moderatrici Uliana Zanetti e Anna Maria Tagliavini e si apre giovedì 16 maggio con la tavola rotonda cui prendono parte Dede Auregli, Francesca Pasini, Lisa Parola, Luisa Perlo, Silvia Spadoni e Federica Timeto. Venerdì 17 maggio si prosegue con le riflessioni di Ilaria Bonacossa, Lola Bonora, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Operatrici culturali, studiose e attiviste di fama internazionale sono protagoniste degli incontri pubblici che si svolgono dal 16 al 25 maggio al MAMbo – Museo d&#8217;Arte Moderna di Bologna parallelamente alla mostra Autoritratti. Iscrizioni del femminile nell&#8217;arte italiana contemporanea (12 maggio – 1 settembre 2013). L&#8217;esposizione costituisce una delle diverse articolazioni di un vasto progetto finalizzato a promuovere un ragionamento collettivo sulla necessità di dare esplicito riconoscimento all’incidenza che la cultura elaborata dal femminismo ha avuto nel nostro paese anche in ambito artistico. Con questo obiettivo il MAMbo organizza una serie di conferenze e alcune tavole rotonde articolate in due cicli, accogliendo i contributi e le testimonianze di personalità direttamente coinvolte nella realizzazione della rassegna e di altre che non hanno fatto parte di questo percorso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il primo ciclo, organizzato in collaborazione con la Biblioteca Italiana delle Donne di Bologna, dal titolo Riflessioni sulla differenza nella ricerca e nella pratica artistica contemporanea ha come moderatrici Uliana Zanetti e Anna Maria Tagliavini e si apre giovedì 16 maggio con la tavola rotonda cui prendono parte Dede Auregli, Francesca Pasini, Lisa Parola, Luisa Perlo, Silvia Spadoni e Federica Timeto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Venerdì 17 maggio si prosegue con le riflessioni di Ilaria Bonacossa, Lola Bonora, Martina Corgnati, Monica Dematté, Barbara Faessler e Elena Volpato. Analisi, discussioni, racconti permetteranno di compiere un’ulteriore esplorazione della complessità di saperi e pratiche che si intrecciano nella cultura del presente e che possono permetterne la rielaborazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Le tavole rotonde si concluderanno con l&#8217;appuntamento di venerdì 24 maggio che coinvolge Ginevra Grigolo, Silvia Evangelisti, Laura Iamurri, Fabiola Naldi, Alessandra Pioselli, Francesca Romana Recchia Luciani, Vanna Romualdi, e Maria Antonietta Trasforini.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>The matter is not how woman is represented in the art system but how woman does art outside of it è il tema del secondo ciclo di appuntamenti curati da Elvira Vannini in collaborazione con Maddalena Fragnito, articolato in tre laboratori teorici che prendono spunto dal punto di vista femminista nel dibattito sulle forme attuali del capitalismo cognitivo e dalla natura biopolitica delle trasformazioni e delle condizioni lavorative, attraverso il recente fenomeno della femminilizzazione del lavoro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si inizia sabato 18 maggio con la lecture di Anna Curcio per proseguire giovedì 23 maggio con Federica Giardini e sabato 25 maggio con Giovanna Zapperi. I tre incontri intendono indagare il rapporto delle pratiche femministe nel mondo dell’arte (e soprattutto la loro fuoriuscita a partire dal caso italiano), in una riflessione sul nesso tra creatività e politica attraverso la scrittura, il linguaggio della lotta dei nuovi femminismi, il lavoro riproduttivo come terreno dello scontro sociale e il tema della progressiva femminilizzazione del lavoro. Così il concetto deleuziano del “divenire donna del lavoro”, che delinea l’estensione di alcune caratteristiche attribuite al lavoro femminile, riproduttivo e domestico &#8211; cura e dedizione, invisibilità politica, sfruttamento delle risorse affettive, relazionali e intellettuali messe al servizio della produzione, adattabilità e assorbimento dei tempi del lavoro alla complessità dei tempi della vita &#8211; diventano paradigma delle forme di soggettivazione che storicamente hanno coinvolto le donne.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti gli appuntamenti si tengono nella Sala Conferenze del MAMbo dalle 17.00 alle 19.30, a ingresso libero.</p>
<p><em>COMUNICATO A CURA DI: Ufficio Comunicazione/Stampa, Elisa Maria Cerra</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>MAMbo &#8211; Museo d&#8217;Arte Moderna di Bologna</h2>
<h2>Istituzione Bologna Musei</h2>
<p>Via Don Minzoni 14 &#8211; 40121 Bologna</p>
<p><strong><a href="http://www.mambo-bologna.org" target="_blank">www.mambo-bologna.org</a></strong></p>
<p style='text-align:left'>&copy; 2013, <a href='http://www.ilpensieroartistico.eu'>Il Pensiero Artistico</a>. Il Pensiero Artistico by &#8220;TOKONOMAWAY di Boninsegna Stefano&#8221; is licensed under a Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale 3.0 Unported License. Based on a work at www.ilpensieroartistico.eu. Permissions beyond the scope of this license may be available at http://www.ilpensieroartistico.eu/?page_id=647. L’utilizzo degli articoli è libero ma subordinato alla citazione della fonte ovvero “Il Pensiero Artistico”, con link all’url http://www.ilpensieroartistico.eu e alla citazione dell’autore dell’articolo. La licenza si intende libera solo per usi non commerciali. Per usi commerciali degli articoli contattare la redazione alla email redazione@ilpensieroartistico.eu. Parte dei testi possono provenire dai comunicati stampa ufficiali. Eventuali marchi terzi sono di proprietà delle rispettive aziende.</p>
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		<title>“FAVOLE IN BARCA” al Teatro Helios</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 22:24:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Seconda]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro.Musica.Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[“FAVOLE IN BARCA” al Teatro Helios]]></category>

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		<description><![CDATA[“FAVOLE IN BARCA” Anche quest&#8217;anno tornano a grande richiesta le fortunate iniziative “Favole in barca” e “I pirati del lago”. Questo sarà il quarto anno consecutivo di eventi dedicati a tutta la famiglia. ”Favole in barca” serie di appuntamenti dedicati ai più piccini (favole e leggende del lago narrate da un “Narratempo” con pupazzi, musiche dal vivo, burattini e partecipazione attiva dei bambini al racconto. La “nave-favola” salperà il venerdì sera alle ore 21,00 a partire da giugno 2013. A bordo sara’ servito un piccolo rinfresco per gli ospiti e un omaggio a tutti i bambini. Età consigliata 3- 100 anni. ”Favole in barca” Sab. 29 giu. Ore 21,00 molo di Bracciano Ven. 12 lug. Ore 21,00 molo di Bracciano Ven. 19 lug. Ore 21,00 molo di Bracciano Ven. 9 ago. Ore 21,00 molo di Bracciano Biglietto 20 euro (bambini 0-3 anni gratis ,ogni 4 persone pagano 3) Comprende giro notturno del lago,assicurazione di bordo,spettacolo,brindisi e omaggi. &#160; “I PIRATI DEL LAGO” Una fantastica avventura notturna alla ricerca del forziere fantasma con 18 pirati a bordo,musiche,cantanti, attori… e mostri… è questo il tempo dei “pirati del lago” ed è proprio qui che comincia la nostra storia… Dal mese di giugno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong> “FAVOLE IN BARCA”</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Anche quest&#8217;anno tornano a grande richiesta le fortunate iniziative “Favole in barca” e “I pirati del lago”. Questo sarà il quarto anno consecutivo di eventi dedicati a tutta la famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">”Favole in barca” serie di appuntamenti dedicati ai più piccini (favole e leggende del lago narrate da un “Narratempo” con pupazzi, musiche dal vivo, burattini e partecipazione attiva dei bambini al racconto.</p>
<p style="text-align: justify;">La “nave-favola” salperà il venerdì sera alle ore 21,00 a partire da giugno 2013. A bordo sara’ servito un piccolo rinfresco per gli ospiti e un omaggio a tutti i bambini. Età consigliata 3- 100 anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>”Favole in barca”</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sab. 29 giu. Ore 21,00 molo di Bracciano</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ven. 12 lug. Ore 21,00 molo di Bracciano</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ven. 19 lug. Ore 21,00 molo di Bracciano</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ven. 9 ago. Ore 21,00 molo di Bracciano</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Biglietto 20 euro (bambini 0-3 anni gratis ,ogni 4 persone pagano 3) Comprende giro notturno del lago,assicurazione di bordo,spettacolo,brindisi e omaggi.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>“I PIRATI DEL LAGO”</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Una fantastica avventura notturna alla ricerca del forziere fantasma con 18 pirati a bordo,musiche,cantanti, attori… e mostri… è questo il tempo dei “pirati del lago” ed è proprio qui che comincia la nostra storia… Dal mese di giugno con imbarco il sabato alle ore 21.00 e rientro alle ore 23.00 Brindisi finale con i Pirati e omaggio ai bambini. Consigliata a tutti.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>“I pirati del lago”</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sab. 27 lug. Ore 21,00 molo di Bracciano</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sab. 3 ago. Ore 21,00 molo di Bracciano</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sab. 10 ago. Ore 21,00 molo di Bracciano</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sab. 7 set. Ore 21,00 molo di Bracciano</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Biglietto 20 euro (bambini 0-3 anni gratis ,ogni 4 persone pagano 3) Comprende giro notturno del lago,assicurazione di bordo,spettacolo,brindisi e omaggi.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>“I TRUCCHI DEL PIRATA BARBANERA”</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Novità di quest’anno, tutti i giovedì dalle ore 15,30-18,30 i bambini che saliranno a bordo della Sabazia II troveranno animazione e trucca pirati durante il classico giro turistico del lago.</p>
<p style="text-align: justify;">Grande partecipazione e interesse da parte di turisti italiani , stranieri e locali.</p>
<p style="text-align: justify;">Biglietto 5 euro. (giro completo del lago,trucchi e attività per i bambini a bordo)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>POSTI LIMITATI PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA :</strong></p>
<p style="text-align: justify;">3293106062 – 0699900016</p>
<p style="text-align: justify;">info@teatrohelios.it</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.teatrohelios.it" target="_blank">www.teatrohelios.it</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style='text-align:left'>&copy; 2013, <a href='http://www.ilpensieroartistico.eu'>Il Pensiero Artistico</a>. Il Pensiero Artistico by &#8220;TOKONOMAWAY di Boninsegna Stefano&#8221; is licensed under a Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale 3.0 Unported License. Based on a work at www.ilpensieroartistico.eu. Permissions beyond the scope of this license may be available at http://www.ilpensieroartistico.eu/?page_id=647. L’utilizzo degli articoli è libero ma subordinato alla citazione della fonte ovvero “Il Pensiero Artistico”, con link all’url http://www.ilpensieroartistico.eu e alla citazione dell’autore dell’articolo. La licenza si intende libera solo per usi non commerciali. Per usi commerciali degli articoli contattare la redazione alla email redazione@ilpensieroartistico.eu. Parte dei testi possono provenire dai comunicati stampa ufficiali. Eventuali marchi terzi sono di proprietà delle rispettive aziende.</p>
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		<title>“REALITY FLUIDS” correnti di realtà fluida in mostra a NHOW MILANO dal 16 maggio al 13 ottobre 2013</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 22:18:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda]]></category>

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		<description><![CDATA[Una location esclusiva per ospitare un’esposizione-percorso che invita il visitatore ad attimi di riflessione, osservazione e sorpresa, in un viaggio nel viaggio tra i quattro piani del nhow hotel Milano. È Reality Fluids il titolo della mostra che sarà inaugurata il 16 maggio alle 18:30 in via Tortona 35 a Milano,in collaborazione con hiWHIM, Galleria Blanchaert e Spazio Rossana Orlandi, per proporre una varietà inaspettata di opere tra arte e design, installazioni, pittura e scultura. I Reality Fluids sono le correnti di realtà attraverso e lungo le quali ci muoviamo, sono segni di una condizione attuale definita nel suo movimento costante e allo stesso tempo sono propaggini di una realtà più profonda che si manifestano perché noi possiamo vedere più di quello che percepiamo in superficie. Ed è proprio attraverso gli occhi e le mani degli artisti che possiamo esplorare diversi livelli di realtà riuscendo a intravedere aspetti nuovi, sfocati e ignorati in precedenza. 14 artisti e 14 designer che abiteranno gli spazi del famoso e iconico hotel trasformandoli in una galleria d’arte per dimostrare come la struttura innovativa del nhow hotel, per soluzioni architettoniche e di arredo, sia in grado di integrarsi con l’arte e il design di ricerca. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una location esclusiva per ospitare un’esposizione-percorso che invita il visitatore ad attimi di riflessione, osservazione e sorpresa, in un viaggio nel viaggio tra i quattro piani del nhow hotel Milano.</p>
<p style="text-align: justify;">È Reality Fluids il titolo della mostra che sarà inaugurata il 16 maggio alle 18:30 in via Tortona 35 a Milano,in collaborazione con hiWHIM, Galleria Blanchaert e Spazio Rossana Orlandi, per proporre una varietà inaspettata di opere tra arte e design, installazioni, pittura e scultura.</p>
<p style="text-align: justify;">I Reality Fluids sono le correnti di realtà attraverso e lungo le quali ci muoviamo, sono segni di una condizione attuale definita nel suo movimento costante e allo stesso tempo sono propaggini di una realtà più profonda che si manifestano perché noi possiamo vedere più di quello che percepiamo in superficie.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è proprio attraverso gli occhi e le mani degli artisti che possiamo esplorare diversi livelli di realtà riuscendo a intravedere aspetti nuovi, sfocati e ignorati in precedenza. 14 artisti e 14 designer che abiteranno gli spazi del famoso e iconico hotel trasformandoli in una galleria d’arte per dimostrare come la struttura innovativa del nhow hotel, per soluzioni architettoniche e di arredo, sia in grado di integrarsi con l’arte e il design di ricerca.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra rimarrà negli spazi dell’hotel fino al 13 ottobre 2013, ponendo ancora una volta l’hotel milanese di design come vero epicentro artistico e creativo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli artisti coinvolti nella mostra sono Cracking Art Group, Elena Escard, Mariano Franzetti, Claudio Greco, Mercedes Ley, Giordano Morganti, nerosunero, ProvocActionArt, Sonia Ros, Giulia Ciliberto+Andrea Farinati+Matteo Stocco, Moritz Waldemeyer, Willow.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tra i designer, invece, partecipano AtelierFORTE, Double-ei, Drydesign, Guglielmo Fabian, Felicerossi, Setsu &amp; Shinobu Ito, Paolo Nicolò Rusolen per Laurameroni, Karim Rashid (Illulian, Base Srl, Martela), Rooms, Sillabe, Nicole Tomazi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In Reality Fluids, l’artista scardina il linguaggio del reale apparente, lo scompone e ricompone per renderlo diversamente accessibile. Artisti come Claudio Greco, Mariano Franzetti, Sonia Ros e Willow lavorano con l’installazione, scultura e pittura attraverso questo procedimento di smembramento, collezione e ricomposizione. Ciò che abita l’opera finale è familiare, ma estraneo al tempo stesso, il particolare parla di un intero che sfugge e non si fa in tempo a rintracciarlo che già l’insieme delle parti si è ricomposto in un corpo nuovo, affascinante e anche conturbante.</p>
<p style="text-align: justify;">Realtà diverse che si incrociano, si modificano col passare del tempo, inventano il tempo anche, come nell’opera di ProvocActionArt, dove il tempo diventa concretamente un concetto fluido in ogni direzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Realtà che si sovrappongono, come nelle fotografie di Moritz Waldemeyer, in cui ambienti reali sono abitati da danze di luci, quasi una volontà dell’artista di fermare quelle presenze sottili che si muovono tra gli strati del reale più concreto e che solo a volte abbiamo la capacità o la fortuna di intravvedere.  Sovrapposizioni anche nelle opere di Elena Escard, dove è lo sguardo di chi osserva ad aprire differenti porte di accesso all’opera. Livelli sovrapposti che non potrebbero vivere uno senza l’altro, perché intimamente fatti della stessa materia.</p>
<p style="text-align: justify;">Dallo studio della materia parte il lavoro di Cracking Art Group, una riflessione sul rapporto anche simbolico tra naturale e artificiale e sulle sue conseguenze nelle nostre vite. Giochi di percezione, apparenze che ingannano. Anche Mercedes Ley parte dalla materia, proprio dall’acqua, che lei rende realisticamente nei suoi infiniti movimenti e sfumature come pretesto per una riflessione sulla continua trasmutazione della realtà, da quella più concreta a quella più impalpabile. Le immagini diventano così anche porte verso rivelazioni possibili, come nelle foto di Giordano Morganti, dove l’essenza della natura nelle sue forme e combinazioni sempre nuove apre la porta a paesaggi anche interiori. Dalla rappresentazione del reale parte anche il lavoro di nerosunero. I suoi lavori sono attimi cristallizzati, ritratti di momenti sospesi in cui il fiato si ferma in attesa di qualcosa che forse accadrà o è già avvenuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel design, indagare le diverse sfaccettature del reale e i suoi vari livelli, e lo smascherare le apparenze, si uniscono alla sempre più sentita attenzione all’ambiente portando concretamente a trovare una nuova vita per materiali nati con altri scopi. Come il materiale di scarto di stampa, cassetti di legno, provette di vetro che insieme trovano nuovi contesti e funzioni nei pezzi di Double-ei. Allo stesso modo Setsu e Shinobu Ito utilizzano il cartone da imballaggio, materiale già ampiamente sperimentato da diversi designer, giocando con le apparenze. La poltrona Kai (‘conchiglia’ in giapponese) è realizzata in cartone, ma sembra di legno massiccio. Leggero e pesante perdono così i loro connotati abituali, anche nella scultura di AtelierFORTE. Il ferro e la testa di mammut cui dà forma sembrano liberarsi di tutto il loro peso tramite una struttura leggera come il respiro dell’animale, che tuttavia non lo svuota della sensazione di forza e potenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il concetto di fluidità è esplorato anche in termini di funzionalità e di adattabilità degli oggetti di cui cicircondiamo alle esigenze in continuo movimento delle nostre vite. Così per le sedute di Felicerossi, i tavoli e vasi di Sillabe che si congiungono in una varietà di combinazioni, la cassettiera di Paolo Nicolò Rusolen &#8211; cassettiera discreta e scultura allo stesso tempo-, e gli elementi di DryDesign che diventano sgabelli, tavolini o vasi a seconda delle esigenze. Guglielmo Fabian interpreta invece la fluidità caratteristica del nostro tempo con degli Internet tables, oggetti nuovi che rispondono a un&#8217;esigenza attuale. Il design di Nicole Tomazi è fluido nell’attraversare diversi livelli sociali, quello più povero e quello dell’industria locale della sua terra natia, il Brasile. I pezzi di Rooms giocano con i materiali e le consistenze. Il tavolino Invisible, fatto di specchi, perde la sua identità riflettendo di volta in volta la realtà che lo circonda.</p>
<p style="text-align: justify;">Karim Rashid porta infine al nhow le sue linee morbide e flessuose con una serie di pezzi che includono tappeti, tavoli e sedute. Il suo è un design che riflette sulla percezione personale di dove e come vogliamo costruire l’ambiente in cui viviamo, riportando il design a una dimensione che va oltre il semplice interior design.</p>
<p style="text-align: justify;">In concomitanza con la mostra, parte oggi al nhow milano la nuova installazione ‘live’ artistica e di design australiana “The Abandoned Boudoir” curato da Marisia Lukaszewski di aestheticalliance che, per 5 giorni, resterà all’interno di una stanza d’albergo che diventerà uno spazio intimo espositivo. I normali oggetti presenti in una camera verranno sostituiti con pezzi di design australiano per riflettere sull’identità di quel paese.</p>
<p style='text-align:left'>&copy; 2013, <a href='http://www.ilpensieroartistico.eu'>Il Pensiero Artistico</a>. Il Pensiero Artistico by &#8220;TOKONOMAWAY di Boninsegna Stefano&#8221; is licensed under a Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale 3.0 Unported License. Based on a work at www.ilpensieroartistico.eu. Permissions beyond the scope of this license may be available at http://www.ilpensieroartistico.eu/?page_id=647. L’utilizzo degli articoli è libero ma subordinato alla citazione della fonte ovvero “Il Pensiero Artistico”, con link all’url http://www.ilpensieroartistico.eu e alla citazione dell’autore dell’articolo. La licenza si intende libera solo per usi non commerciali. Per usi commerciali degli articoli contattare la redazione alla email redazione@ilpensieroartistico.eu. Parte dei testi possono provenire dai comunicati stampa ufficiali. Eventuali marchi terzi sono di proprietà delle rispettive aziende.</p>
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		<title>IL COLORE DEL TEMPO, personale di Mario Sughi aka nerosunero, Vicenza fino al 31 maggio 2013</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 22:15:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Prima]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Sughi aka nerosunero]]></category>
		<category><![CDATA[YvonneArtecontemporanea]]></category>

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		<description><![CDATA[Mario Sughi, artista italiano che da molti anni vive a Dublino disegna e dipinge tutto al computer facendo uso di una tavoletta digitale. L’utilizzo di una “macchina” per la realizzazione della sua “pittura” è assolutamente coerente con un raffreddamento del mezzo espressivo in grado di ridefinire un ordine di rapporto tra l’artista e i soggetti che rappresenta. Figure, per lo più femminili, perse nello spazio. Figure concentrate in sé in ogni azione che compiono. Ama, lo scrive lui stesso, Francis Bacon e David Hockney e dunque da una parte riflette sulla solitudine, l’ossessione, il vuoto, dall’altra muove da una diretta critica alla società, alle sue convenzioni. L’artista però dialoga anche con alcuni altri artisti, e prima di tutto con Peter Blake del quale coglie l’impaginazione sensibile, la capacità di gestire i vuoti insieme con i pieni delle figure. In Mario Sughi c’è un segno tagliente, nuovo, ricondotto ai contorni, un’invenzione del colore di una tensione costante attraverso il quale l’artista crea gli spazi, i possibili movimenti, le profondità. “Credo, scrive Arturo Carlo Quintavalle, che nella dimensione del nuovo racconto figurativo dell’arte inglese, ma anche dell’arte italiana, la ricerca di Mario Sughi sia importante anche e proprio per la sua capacità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_8141" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.ilpensieroartistico.eu/http://www.ilpensieroartistico.eu/wp-content/uploads/2013/05/nerosunero-At-the-Seashore-Lambdachrome-on-4-panels-150x200cm-Limit.-Ed-of-7-2013-.jpg"><img class="size-medium wp-image-8141" title="nerosunero-At-the-Seashore,-Lambdachrome-on-4-panels,-150x200cm,-Limit.-Ed-of-7,-2013-" src="http://www.ilpensieroartistico.eu/http://www.ilpensieroartistico.eu/wp-content/uploads/2013/05/nerosunero-At-the-Seashore-Lambdachrome-on-4-panels-150x200cm-Limit.-Ed-of-7-2013--300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">nerosunero At the Seashore, Lambdachrome on 4 panels, 150x200cm, Limit. Ed of 7, 2013</p></div>
<p>Mario Sughi, artista italiano che da molti anni vive a Dublino disegna e dipinge tutto al computer facendo uso di una tavoletta digitale. L’utilizzo di una “macchina” per la realizzazione della sua “pittura” è assolutamente coerente con un raffreddamento del mezzo espressivo in grado di ridefinire un ordine di rapporto tra l’artista e i soggetti che rappresenta. Figure, per lo più femminili, perse nello spazio. Figure concentrate in sé in ogni azione che compiono.</p>
<p style="text-align: justify;">Ama, lo scrive lui stesso, Francis Bacon e David Hockney e dunque da una parte riflette sulla solitudine, l’ossessione, il vuoto, dall’altra muove da una diretta critica alla società, alle sue convenzioni. L’artista però dialoga anche con alcuni altri artisti, e prima di tutto con Peter Blake del quale coglie l’impaginazione sensibile, la capacità di gestire i vuoti insieme con i pieni delle figure.</p>
<p style="text-align: justify;">In Mario Sughi c’è un segno tagliente, nuovo, ricondotto ai contorni, un’invenzione del colore di una tensione costante attraverso il quale l’artista crea gli spazi, i possibili movimenti, le profondità. “Credo, scrive Arturo Carlo Quintavalle, che nella dimensione del nuovo racconto figurativo dell’arte inglese, ma anche dell’arte italiana, la ricerca di Mario Sughi sia importante anche e proprio per la sua capacità di arricchire la vecchia lingua della pittura con le novità di linguaggi diversi, originali, inconfondibili, di grande qualità.” Infatti Mario Sughi apre un dialogo con la Pop Art inglese rifondandone alcuni statuti attraverso il ricorso alle strategie linguistiche del fumetto, dell’affiche e dell’illustrazione. Osserviamo composizioni semplici, pulite, con pochi elementi, spesso con un affascinante orizzonte nel background. In ogni opera si apre uno spazio che continua oltre il limite del quadro, è sempre uno spazio infinito da cui risalta ancora di più l’importanza della figura umana e del suo “smarrimento-ritrovamento”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il titolo IL COLORE DEL TEMPO è suggestivo e apre al nostro pensiero innumerevoli possibilità di sviluppo. Il tempo nelle opere di Mario Sughi è anche dato dal colore, da sfumature e velature in eleganti e suggestivi accostamenti. A volte è un colore pastello, a volte è un colore più forte. E’ il colore del nostro tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mario Sughi, nato a Cesena nel 1961, vive e lavora a Dublino. Presentato in diverse gallerie di tutto il mondo: da Los Angeles a New York, da Roma a Milano, da Bruxelles a Berlino, i suoi lavori hanno disegnato le illustrazioni di innumerevoli riviste e siti web includendo Mario Sughi tra i 200 migliori illustratori mondiali. Nel 2011 è stato protagonista alla 54maBiennale di Venezia nel progetto “The Italian Pavilion in the Word ”presso l’istituto italiano di Cultura a Dublino ed è stato selezionato in prestigiose rassegne internazionali tra cui l’” Annual American Illustrators”, l’ “Aesthetica Magazine &#8211; Creative Works” di Londra e “200 Best Illustrators worldwide 2009/2010”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
<h2 style="text-align: justify;">YvonneArtecontemporanea</h2>
<p style="text-align: justify;">Contrada Porti, 21 &#8211; 36100 Vicenza</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.yvonneartecontemporanea.com" target="_blank">www.yvonneartecontemporanea.com</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">ORARI: Martedì-Sabato 15.30/19.30 o su appuntamento</p>
<p style='text-align:left'>&copy; 2013, <a href='http://www.ilpensieroartistico.eu'>Il Pensiero Artistico</a>. Il Pensiero Artistico by &#8220;TOKONOMAWAY di Boninsegna Stefano&#8221; is licensed under a Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale 3.0 Unported License. Based on a work at www.ilpensieroartistico.eu. Permissions beyond the scope of this license may be available at http://www.ilpensieroartistico.eu/?page_id=647. L’utilizzo degli articoli è libero ma subordinato alla citazione della fonte ovvero “Il Pensiero Artistico”, con link all’url http://www.ilpensieroartistico.eu e alla citazione dell’autore dell’articolo. La licenza si intende libera solo per usi non commerciali. Per usi commerciali degli articoli contattare la redazione alla email redazione@ilpensieroartistico.eu. Parte dei testi possono provenire dai comunicati stampa ufficiali. Eventuali marchi terzi sono di proprietà delle rispettive aziende.</p>
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		<title>..Non solo Biennale, Abano Terme 17 maggio/28 giugno 2013</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 22:08:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Abano Terme]]></category>

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		<description><![CDATA[Si inaugura venerdì 17 maggio alle ore 17.30 presso Villa Bassi Via Appia 52 in Abano Terme (Pd) la rassegna d’arte “…Non solo Biennale” evento dedicato ad alcuni gruppi d’arte che hanno operato nel Veneto negli anni ottanta con significative presenze a livello nazionale ed internazionale ancora oggi. I gruppi sono Rivenise 80, Materia Prima, La Matita, 3+ 3, Forma ..234, Quelli di Piazza Maggiore, alfa &#38; omega, Tostart, Gruppo Sinestetico. “Non solo Biennale”, vuole essere una presenza-documento di artisti che operano in una dimensione ove l’arte creativa è essenza di testimonianze individuali ma anche di gruppo, percorsi significativi che vanno conosciuti. Pittura, scultura, grafica, video, poesia, fotografia, sono state e sono le forme artistiche di: Sivini, Rinaldi, Thon. Bertin, Urbani de Gheltof, Zizola, Coccia, Hiromi, Baldessari, Manprin, Zanos, Magnolato, Rigato, Sassu, Scordo, Albertin, Visentin, Perozzo ,Zago ,Bonato,Cudin, Dragani, Santuari, Barachin, Polgleze. Dopo l’intervento del Sindaco di Abano dott. Luca Claudio i poeti Zanon, Perozzo, Visentin leggeranno alcune loro poesie ed il gruppo Sinestetico effettuerà una performance dal titolo “ Censura.” &#169; 2013, Il Pensiero Artistico. Il Pensiero Artistico by &#8220;TOKONOMAWAY di Boninsegna Stefano&#8221; is licensed under a Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale 3.0 Unported License. Based on a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si inaugura venerdì 17 maggio alle ore 17.30 presso Villa Bassi Via Appia 52 in Abano Terme (Pd) la rassegna d’arte  “…Non solo Biennale” evento dedicato ad alcuni gruppi d’arte che hanno operato nel Veneto negli  anni ottanta  con significative presenze a livello nazionale ed internazionale  ancora oggi. I gruppi sono  Rivenise 80, Materia Prima, La Matita, 3+ 3, Forma ..234, Quelli di Piazza Maggiore, alfa &amp; omega, Tostart, Gruppo Sinestetico.</p>
<p style="text-align: justify;">“Non solo Biennale”, vuole essere una presenza-documento di artisti che  operano in una dimensione ove l’arte creativa è essenza di testimonianze individuali ma anche di gruppo, percorsi significativi che vanno conosciuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Pittura, scultura, grafica, video, poesia, fotografia, sono state e sono le forme artistiche di: Sivini, Rinaldi, Thon. Bertin,  Urbani de Gheltof, Zizola, Coccia, Hiromi, Baldessari, Manprin,  Zanos, Magnolato, Rigato, Sassu, Scordo, Albertin, Visentin, Perozzo ,Zago ,Bonato,Cudin, Dragani, Santuari, Barachin, Polgleze.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo l’intervento del Sindaco di Abano dott. Luca Claudio i poeti Zanon, Perozzo, Visentin leggeranno alcune loro poesie ed il gruppo Sinestetico effettuerà una performance dal titolo “ Censura.”</p>
<p style='text-align:left'>&copy; 2013, <a href='http://www.ilpensieroartistico.eu'>Il Pensiero Artistico</a>. Il Pensiero Artistico by &#8220;TOKONOMAWAY di Boninsegna Stefano&#8221; is licensed under a Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale 3.0 Unported License. Based on a work at www.ilpensieroartistico.eu. Permissions beyond the scope of this license may be available at http://www.ilpensieroartistico.eu/?page_id=647. L’utilizzo degli articoli è libero ma subordinato alla citazione della fonte ovvero “Il Pensiero Artistico”, con link all’url http://www.ilpensieroartistico.eu e alla citazione dell’autore dell’articolo. La licenza si intende libera solo per usi non commerciali. Per usi commerciali degli articoli contattare la redazione alla email redazione@ilpensieroartistico.eu. Parte dei testi possono provenire dai comunicati stampa ufficiali. Eventuali marchi terzi sono di proprietà delle rispettive aziende.</p>
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		<title>Incontro tra Arte&amp;Prosecco, Roberto Piaia espone a Cantine Aperte a San Pietro di Feletto</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 21:57:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda]]></category>
		<category><![CDATA[Cantine Aperte a San Pietro di Feletto]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Piaia]]></category>

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		<description><![CDATA[Roberto Piaia, pittore e scultore, partecipa esponendo alcune sue opere nella caratteristica ‘barricaia’, evento divenuto oramai un consueto appuntamento alla quale aderisce con piacere sia per l’amicizia con i titolari, sia per il legame con la sua amata terra d’origine dalla quale trae ispirazione osservando il riverbero di luci e colori che solo la natura offre, trasferendoli poi, con la sua magistrale abilità sulla tela avvolgendo i soggetti e gli oggetti della sua narrazione artistica. L’artista vive e lavora a Pieve di Soligo (TV) e a Pietrasanta (LU), rinomata cittadina toscana sede prediletta da Michelangelo, ricca di fonderie artistiche a due passi da Carrara, dove Piaia crea le opere scultoree che si distinguono, come la sua modalità di dipingere, attraverso creazioni che mantengono la base classica, espressione di maestria nell’esecuzione, ma nel contempo esprimono idee nuove di contemporaneità. Si prospetta quindi una giornata piacevole ed interessante la visita alla cantina, oltre che degustare ottimi vini si offre la possibilità di contemplare le opere del maestro ed entrare attraverso le sue delucidazioni nell’affascinante mondo artistico. In anteprima l’artista presenta il ‘busto di Fabio’, ritratto del titolare della Cantina eseguito in marmo di Carrara. Patrocini: Provincia Treviso, Comune San Pietro di Feletto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Roberto Piaia, pittore e scultore, partecipa esponendo alcune sue opere nella caratteristica ‘barricaia’, evento divenuto oramai un consueto appuntamento alla quale aderisce con piacere sia per l’amicizia con i titolari, sia per il legame con la sua amata terra d’origine dalla quale trae ispirazione osservando il riverbero di luci e colori che solo la natura offre, trasferendoli poi, con la sua magistrale abilità sulla tela avvolgendo i soggetti e gli oggetti della sua narrazione artistica.</p>
<p style="text-align: justify;">L’artista vive e lavora a Pieve di Soligo (TV) e a Pietrasanta (LU), rinomata cittadina toscana sede prediletta da Michelangelo, ricca di fonderie artistiche a due passi da Carrara, dove Piaia crea le opere scultoree che si distinguono, come la sua modalità di dipingere, attraverso creazioni che mantengono la base classica, espressione di maestria nell’esecuzione, ma nel contempo esprimono idee nuove di contemporaneità.</p>
<p style="text-align: justify;">Si prospetta quindi una giornata piacevole ed interessante la visita alla cantina, oltre che degustare ottimi vini si offre la possibilità di contemplare le opere del maestro ed entrare attraverso le sue delucidazioni nell’affascinante mondo artistico. In anteprima l’artista presenta il ‘busto di Fabio’, ritratto del titolare della Cantina eseguito in marmo di Carrara.</p>
<p style="text-align: justify;">Patrocini: Provincia Treviso, Comune San Pietro di Feletto</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Periodo:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sabato 25 Maggio ore 15,00-19.00</p>
<p style="text-align: justify;">Domenica 26 Maggio 2013 ore 10,00 19,00</p>
<h2 style="text-align: justify;"></h2>
<h2 style="text-align: justify;">Cantina “Il Colle”</h2>
<p style="text-align: justify;">Via Colle 15</p>
<p style="text-align: justify;">San Pietro di Feletto (TV)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.proseccoilcolle.it" target="_blank">www.proseccoilcolle.it</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.robertopiaia.com" target="_blank">www.robertopiaia.com</a></strong></p>
<p style='text-align:left'>&copy; 2013, <a href='http://www.ilpensieroartistico.eu'>Il Pensiero Artistico</a>. Il Pensiero Artistico by &#8220;TOKONOMAWAY di Boninsegna Stefano&#8221; is licensed under a Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale 3.0 Unported License. Based on a work at www.ilpensieroartistico.eu. Permissions beyond the scope of this license may be available at http://www.ilpensieroartistico.eu/?page_id=647. L’utilizzo degli articoli è libero ma subordinato alla citazione della fonte ovvero “Il Pensiero Artistico”, con link all’url http://www.ilpensieroartistico.eu e alla citazione dell’autore dell’articolo. La licenza si intende libera solo per usi non commerciali. Per usi commerciali degli articoli contattare la redazione alla email redazione@ilpensieroartistico.eu. Parte dei testi possono provenire dai comunicati stampa ufficiali. Eventuali marchi terzi sono di proprietà delle rispettive aziende.</p>
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		<title>Un’opera di nuova produzione di Francesc Torres e Mercedes Álvarez, curata da Jordi Balló, rappresenterà la Catalogna alla 55 Esposizione Internazionale d’Arte la Biennale di Venezia</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 21:50:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Prima]]></category>
		<category><![CDATA[Catalogna alla 55 Esposizione Internazionale d’Arte la Biennale di Venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il progetto 25%, opera di nuova produzione dell’artista visivo Francesc Torres e della cineasta Mercedes Álvarez, curato da Jordi Balló, rappresenterà la Catalogna alla 55ª edizione della Biennale d’Arte di Venezia, che si svolgerà dal 1° giugno al 24 novembre. La proposta curatoriale di questo progetto prende le mosse da una riflessione sul ruolo dell’arte nella situazione di crisi sistemica in cui ci troviamo. 25% è un progetto multiautoriale, nato da un’idea originale di Francesc Torres e sviluppato da Jordi Balló. Otto persone disoccupate, che coprono il più ampio spettro sociale possibile (un senegalese impegnato nel settore del riciclo, un’architetta giovane e sovraqualificata, una ricercatrice scientifica, un operaio metallurgico sui 50&#8230; ), sono stati fotografate da Francesc Torres durante un periodo di convivenza di 1-2 settimane. In questo lasso di tempo, l’artista ha documentato le loro vite quotidiane e realizzato un ritratto di grandi dimensioni di ognuno di loro. A ciascun partecipante è stato chiesto di portare un oggetto dal contenuto emozionale che ha nella propria casa (un dipinto, una statuetta, una riproduzione&#8230;). I personaggi hanno poi visitato singolarmente il MACBA (Museo d’arte contemporanea di Barcellona), dove hanno scelto un’opera della collezione permanente del museo e spiegato il motivo del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilpensieroartistico.eu/http://www.ilpensieroartistico.eu/wp-content/uploads/2013/05/noelia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8130" title="noelia" src="http://www.ilpensieroartistico.eu/http://www.ilpensieroartistico.eu/wp-content/uploads/2013/05/noelia-300x170.jpg" alt="" width="300" height="170" /></a>Il progetto 25%, opera di nuova produzione dell’artista visivo Francesc Torres e della cineasta Mercedes Álvarez, curato da Jordi Balló, rappresenterà la Catalogna alla 55ª edizione della Biennale d’Arte di Venezia, che si svolgerà dal 1° giugno al 24 novembre.  La proposta curatoriale di questo progetto prende le mosse da una riflessione sul ruolo dell’arte nella situazione di crisi sistemica in cui ci troviamo. 25% è un progetto multiautoriale, nato da un’idea originale di Francesc Torres e sviluppato da Jordi Balló.</p>
<p style="text-align: justify;">Otto persone disoccupate, che coprono il più ampio spettro sociale possibile (un senegalese impegnato nel settore del riciclo, un’architetta giovane e sovraqualificata, una ricercatrice scientifica, un operaio metallurgico sui 50&#8230; ), sono stati fotografate da Francesc Torres durante un periodo di convivenza di 1-2 settimane. In questo lasso di tempo, l’artista ha documentato le loro vite quotidiane e realizzato un ritratto di grandi dimensioni di ognuno di loro.</p>
<p style="text-align: justify;">A ciascun partecipante è stato chiesto di portare un oggetto dal contenuto emozionale che ha nella propria casa (un dipinto, una statuetta, una riproduzione&#8230;). I personaggi hanno poi visitato singolarmente il MACBA (Museo d’arte contemporanea di Barcellona), dove hanno scelto un’opera della collezione permanente del museo e spiegato il motivo del loro interesse. Filmata dalla cineasta, questa incursione al museo andrà a far parte dell’installazione, insieme alle fotografie di Francesc Torres e alle due opere scelte da ciascun partecipante, una fra gli oggetti di proprietà e l’altra nella collezione del MACBA.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto è stato selezionato da una giuria indipendente presieduta dal direttore del MACBA, Bartomeu Marí, e costituita da Glòria Picazo, direttrice del Centre d’Art La Panera; Gerard Vilar, dottore in filosofia, titolare della cattedra di Estetica presso l’Universitat Autonòma de Barcelona (UAB) e direttore del Master Pensare l’Arte di Oggi della UAB; Xavier Antich, presidente del consiglio di amministrazione della Fundació Antoni Tàpies, professore di Estetica presso l’Universitat de Girona (UdG) e direttore del Master in Comunicazione e Critica d’Arte della UdG; Marta Gili, direttrice del Jeu de Paume; Piedad Solans, dottore in storia dell’arte e critica d’arte; Àlex Susanna, vicedirettore dell’IRL.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Modus operandi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Oltre a documentare fotograficamente la vita di ciascuno degli 8 protagonisti del progetto e a filmarli durante la loro visita al museo, Francesc Torres e Mercedes Álvarez si sono occupati personalmente della selezione dei partecipanti, considerando tutte le variabili sociologiche e caratteriali. Lo spirito generale di questo progetto è strettamente legato ai temi prioritari e alle forme espressive che Francesc Torres ha sviluppato nel corso della sua carriera internazionale, ponendo l’accento sui paradossi e portando alla luce i rapporti fra cittadini e istituzioni, che in genere rimangono nascosti.</p>
<p style="text-align: justify;">Mercedes Álvarez ha invece filmato ognuno dei personaggi durante la visita al MACBA con la sua peculiare e riconosciuta maestria nel far emergere la saggezza popolare, con tutta l’emozione, la dignità, l’ironia e la trascendenza delle piccole cose. La collaborazione fra Torres e Àlvarez fa capo ai rapporti fra arte e cinema esposto, un tema di grande attualità nel dibattito di molti centri internazionali che propongono nuove letture dell’arte contemporanea.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il titolo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">25% designa la percentuale di disoccupazione in Catalogna, un dato noto a livello internazionale.  La massiccia disoccupazione che colpisce un quarto della popolazione attiva ci obbliga a intraprendere iniziative per reagire contro il rischio che questa situazione diventi una condizione di vita tollerata, se non addirittura invisibile. Renderla visibile, mostrarne tutta la durezza, mettere in luce la dignità delle persone che la patiscono e svelarne il paradosso etico ed estetico sono obiettivi centrali di questo progetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo spazio e il linguaggio espositivo: i Cantieri Navali</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’esposizione verrà allestita nei 380 mq dei Cantieri Navali, senza interruzioni visive né pareti aggiuntive, con l’intento di creare uno spazio aperto che consenta al visitatore di cogliere al primo sguardo l’insieme del materiale esposto e la natura diversa dei mezzi espressivi utilizzati. Il visitatore si troverà di fronte a gigantografie murali raffiguranti gli otto partecipanti al progetto e accompagnate da brevi biografie. Verrà anche esposta la documentazione fotografica delle rispettive vite quotidiane degli 8 protagonisti, realizzata da Francesc Torres durante il periodo di convivenza con ciascuno di loro. Quattro schermi collegati fra loro verranno collocati nello spazio che accoglierà la proiezione frontale e la retroproiezione degli otto percorsi dei protagonisti nella loro selezione ragionata della loro opera preferita della collezione del MACBA. I filmati avranno una durata di 3-5 minuti. La disposizione degli schermi crea un rapporto non esplicito con le opere artistiche presenti nell’esposizione, costituite dagli oggetti personali dei partecipanti e dalle opere degli artisti scelte nella collezione permanente.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I partecipanti</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La selezione degli 8 partecipanti è stata effettuata in collaborazione con diverse associazioni che operano in ambiti diversi per affrontare la crisi sistemica della Catalogna riguardo alla disoccupazione e alla mancanza di prospettive professionali e lavorative. Le otto persone selezionate sono: Gessamí Sánchez Ollé, 33 anni, biochimica, membro della Federació de Joves Investigadors Precaris; Noèlia Asensi, 32 anni, architetta, autrice di progetti sull’arte effimera; Aura Jobita Gonzáles, ecuadoregna, 45 anni, collaboratrice domestica e operaia di fabbrica; Pedro González, 48 anni, operaio metallurgico; Cyntia Terrade, 22 anni, senza esperienze lavorative; Mamadou Kheraba Drame, senegalese, 43 anni, da 15 anni a Barcellona e impegnato nel campo del riciclo; Alejandro Roldán, 60 anni, membro della Plataforma d&#8217;Afectats per la Hipoteca di L&#8217;Hospitalet; Joan Andreu Parra, 42 anni, prima cassiere in diverse filiali di banca, ora alla ricerca di un lavoro etico.</p>
<p style="text-align: justify;">Le opere della collezione permanente del MACBA selezionate dagli 8 cittadini e presenti all’esposizione a Venezia sono degli artisti Hans Haacke (Condensation Cube); Federico Guzmán (Emboscadura); Carlos Pazos (Aquella noche volví a llorar con Bambi); Jaume Xifra (Morceau d&#8217;art); Alan Sekula (Shipwreck and Workers); Esther Ferrer (Cadira Zaj); Jorge Oteiza (Retrato de un gudari llamado Odiseo) e Perejaume (Compostatge de nou pintures, compostatge de sis pintures, compostatge d’una pintura amb marc i vidre). Alcune opere erano esposte nelle sale del museo, altre invece erano conservate in magazzino.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Curatore e artisti</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Jordi Balló (Figueres, 1954)</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dottore in Comunicazione Audiovisiva all’Universitat Pompeu Fabra di Barcellona, presso cui è docente. È stato anche Visiting Professor al Department of Iberian and Latin American Cultures dell’università di Stanford (California) nel 2008.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ha curato mostre come El segle del cinema, Món TV, La ciutat dels cineastes, Erice/Kiarostami: correspondències, Hammershoi i Dreyer o Totes les cartes. Correspondències fílmiques, dove ha esplorato i confini fra la sala cinematografica e lo spazio museale.  Ha collaborato anche con il giornale La Vanguardia</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>È stato direttore di mostre al Centre de Cultura Contemporània de Barcelona (CCCB) dal 1998 alla fine del 2011.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nel 2005 è stato insignito del “Premi Nacional de Cultura” della Generalitat de Catalunya per il suo lavoro nel Master in Documentario di Creazione. Ha inoltre ricevuto il “Premi Ciutat de Barcelona d’Audiovisuals” del 2011 per la curatela della mostra Totes les Cartes. Correspondències fílmiques.</em></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Francesc Torres (Barcellona, 1948)</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Artista visivo, curatore e saggista per varie pubblicazioni e testate. Gran parte della sua carriera artistica si è sviluppata fuori dalla Spagna. Alla fine degli anni ’60 si è trasferito a Parigi, dove ha lavorato con lo scultore polacco Piotr Kowalski. Durante questo periodo ha cominciato a creare la sua opera di taglio industriale. Agli inizi degli anni ’70 si è trasferito a Chicago e poi a New York, dove ha risieduto stabilmente fino al 2002. Alla fine degli anni ’80, ha lavorato per due anni a Berlino.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ha esposto presso istituzioni quali l’International Center of Photography (New York), il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía (Madrid), l’Institut Valencià d&#8217;Art Modern (Valencia), il Massachusetts Institute of Technology, il List Visual Arts Center (Massachusetts, Stati Uniti), la Sala Rekalde (Bilbao), l’Arizona State University Art Museum (Stati Uniti), il Queens Museum of Art (New York) e l’Herbert F. Johnson Museum of Art (New York).</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ha ricevuto il “Premi Nacional d’Arts Visuals” della Generalitat de Catalunya (2009) ed è stato presidente dell’Associació d’Artistes Visuals de Catalunya.</em></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Mercedes Álvarez (Aldealseñor, 1966)</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nel 1997 ha diretto un cortometraggio di finzione, El viento africano. Dal 1998 si dedica principalmente al documentario. Ha lavorato come montatrice al film di José Luis Guerín En contrucción. Nel 2004 ha diretto la sua opera prima, il film-documentario El Cielo Gira, proiettato in molte sale cinematografiche di tutto il mondo e vincitore di premi in numerosi festival di prestigio. Stabilitasi in Catalogna, nel 2007 ha iniziato a lavorare sul lungometraggio Mercado de Futuros, co-prodotto da TV3 e da TVE. Uscito nel 2011, è stato premiato nei festival del cinema più importanti del mondo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Filmografia</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>·         1997 El viento africano</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>·         2004 El Cielo Gira. Tiger Award, Rotterdam Film Festival 2004; Grand Prix al Festival du Cinéma du Réel, Parigi, 2005; Miglior film all’Infinity Festival nella categoria “Cinema, uno sguardo nuovo”; Miglior film al Buenos Aires Festival Internacional de Cinema Independiente (BAFICI).</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>·         2011 Mercado de Futuros. Premio Regard Neuf, Visions du réel di Nyon (Svizzera). Menzione speciale al Buenos Aires Festival Internacional de Cinema Independiente (BAFICI). Premio Navaja de Buñuel al Versión Española di RTVE</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>·         2012 Cinco elementos para cualquier universo</em></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Informazioni</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.llull.cat" target="_blank">www.llull.cat</a></strong></p>
<p style='text-align:left'>&copy; 2013, <a href='http://www.ilpensieroartistico.eu'>Il Pensiero Artistico</a>. Il Pensiero Artistico by &#8220;TOKONOMAWAY di Boninsegna Stefano&#8221; is licensed under a Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale 3.0 Unported License. Based on a work at www.ilpensieroartistico.eu. Permissions beyond the scope of this license may be available at http://www.ilpensieroartistico.eu/?page_id=647. L’utilizzo degli articoli è libero ma subordinato alla citazione della fonte ovvero “Il Pensiero Artistico”, con link all’url http://www.ilpensieroartistico.eu e alla citazione dell’autore dell’articolo. La licenza si intende libera solo per usi non commerciali. Per usi commerciali degli articoli contattare la redazione alla email redazione@ilpensieroartistico.eu. Parte dei testi possono provenire dai comunicati stampa ufficiali. Eventuali marchi terzi sono di proprietà delle rispettive aziende.</p>
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		<title>Yellowing of the Lunar Consciousness</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 21:40:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda]]></category>
		<category><![CDATA[galleriamassimodeluca]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 24 maggio al 29 settembre 2013, in concomitanza con la 55. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, la Galleria Massimodeluca presenta il suo primo progetto espositivo con autori internazionali, dal titolo Yellowing of the Lunar Consciousness. L’esposizione, a cura di Andrea Bruciati, si strutturerà su due sedi: alla Galleria di Mestre (via Torino 105/q) si affiancherà per l’occasione Palazzo Bonvicini a Venezia (Santa Croce 2164). Doppia sarà anche l&#8217;inaugurazione: giovedì 23 maggio alla Galleria Massimodeluca, venerdì 31 maggio a Palazzo Bonvicini. La mostra, dopo la fotografia (Enten-Eller, Teresa Cos) e la performance (The Crisis and a Crisis in the Life of an Actress, Nicola Ruben Montini) riporta al centro del progetto espositivo della Massimodeluca la pittura: gli artisti invitati saranno messi in un rapporto dialettico sulla base della loro visione e resa del più tradizionale dei supporti, la tela, o ciò che ne fa le veci. Tra gli artisti selezionati, tutti nati negli anni ’80, vi sono: Paola Angelini, Marco Basta, Juliette Bonneviot, Mihuț Boșcu Kafchin, Tomasz Kowalski, Melissa Gordon, Dario Pecoraro, Gianni Politi, Florian &#38; Michael Quistrebert, Matthieu Ronsse, James Ryan, Giovanni Sartori Braido, Vito Stassi e Joris Van De Moortel. Quello della Galleria Massimodeluca è un progetto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dal 24 maggio al 29 settembre 2013, in concomitanza con la 55. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, la Galleria Massimodeluca presenta il suo primo progetto espositivo con autori internazionali, dal titolo Yellowing of the Lunar Consciousness.</p>
<p style="text-align: justify;">L’esposizione, a cura di Andrea Bruciati, si strutturerà su due sedi: alla Galleria di Mestre (via Torino 105/q) si affiancherà per l’occasione Palazzo Bonvicini a Venezia (Santa Croce 2164). Doppia sarà anche l&#8217;inaugurazione: giovedì 23 maggio alla Galleria Massimodeluca, venerdì 31 maggio a Palazzo Bonvicini.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra, dopo la fotografia (Enten-Eller, Teresa Cos) e la performance (The Crisis and a Crisis in the Life of an Actress, Nicola Ruben Montini) riporta al centro del progetto espositivo della Massimodeluca la pittura: gli artisti invitati saranno messi in un rapporto dialettico sulla base della loro visione e resa del più tradizionale dei supporti, la tela, o ciò che ne fa le veci.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra gli artisti selezionati, tutti nati negli anni ’80, vi sono: Paola Angelini, Marco Basta, Juliette Bonneviot, Mihuț Boșcu Kafchin, Tomasz Kowalski, Melissa Gordon, Dario Pecoraro, Gianni Politi, Florian &amp; Michael Quistrebert, Matthieu Ronsse, James Ryan, Giovanni Sartori Braido, Vito Stassi e Joris Van De Moortel. Quello della Galleria Massimodeluca è un progetto di scambio e stretta collaborazione che vede, accanto ad autori alla loro prima esperienza di rilievo, l&#8217;intervento di pittori attivi già da anni nei circuiti espositivi internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel progetto curatoriale di Bruciati, il quadro viene concepito come spazio dialettico tra ideale artistico e sua resa nel concreto fare pittorico, una trasformazione dal sapore alchemico e artigianale vissuta dagli artisti selezionati come metodo di indagine continua sulla pratica pittorica stessa, e quindi sulla loro personale mitologia.</p>
<p style="text-align: justify;">«Venezia nel periodo della Biennale diventa il centro del mondo dell&#8217;arte contemporanea, e la Galleria Massimodeluca ha voluto proporre per quel periodo una mostra che avesse un respiro internazionale – spiega la direttrice dello spazio espositivo, Marina Bastianello – ma sempre nel segno della ricerca e della promozione di artisti under 30».</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra Yellowing of the Lunar Consciousness è realizzata in collaborazione con le gallerie: CO2 (Roma), Galerie Crèvecoeur (Parigi), Monica De Cardenas (Milano &#8211; Zuoz), Galerie Michael Janssen (Berlino), Juliette Jongma (Amsterdam), Almine Rech Gallery (Parigi &#8211; Brussels), Galeria Sabot (Cluj-Napoca), Tim Van Laere (Anversa).</p>
<p style="text-align: justify;">Media partner: Celeste network</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: justify;">galleriamassimodeluca</h2>
<p style="text-align: justify;">Via Torino 105/Q</p>
<p style="text-align: justify;">30172 Mestre Venezia</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.massimodeluca.it">www.massimodeluca.it</a></p>
<p style='text-align:left'>&copy; 2013, <a href='http://www.ilpensieroartistico.eu'>Il Pensiero Artistico</a>. Il Pensiero Artistico by &#8220;TOKONOMAWAY di Boninsegna Stefano&#8221; is licensed under a Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale 3.0 Unported License. Based on a work at www.ilpensieroartistico.eu. Permissions beyond the scope of this license may be available at http://www.ilpensieroartistico.eu/?page_id=647. L’utilizzo degli articoli è libero ma subordinato alla citazione della fonte ovvero “Il Pensiero Artistico”, con link all’url http://www.ilpensieroartistico.eu e alla citazione dell’autore dell’articolo. La licenza si intende libera solo per usi non commerciali. Per usi commerciali degli articoli contattare la redazione alla email redazione@ilpensieroartistico.eu. Parte dei testi possono provenire dai comunicati stampa ufficiali. Eventuali marchi terzi sono di proprietà delle rispettive aziende.</p>
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		<title>SILVIO VIGLIATURO, Giudizio Universale Trasparente</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 21:36:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Prima]]></category>
		<category><![CDATA[Castello di Santa Severina]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Vigliaturo]]></category>

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		<description><![CDATA[A partire da sabato 8 giugno 2013, la suggestiva sede del Castello Normanno di Santa Severina (Crotone), risalente all’XI secolo d.C., ospiterà una significativa collezione di opere dell’artista e maestro del vetro Silvio Vigliaturo. La mostra, a cura di Boris Brollo, promossa dal Comune e dal Rotary Club di Santa Severina, in occasione del suo decennale, è composta di venti lavori rappresentativi della produzione più recente di Vigliaturo, tra sculture, dipinti e una video-narrazione. Sono le grandi dimensioni a farla da padrone, in un’ottica di interazione con gli spazi imponenti e massicci della rocca di origine medievale voluta dal normanno Roberto il Guiscardo, che, nel 1075, conquistò il borgo di origine greco-bizantina di Santa Severina, ad oggi uno dei più belli d’Italia. Le sale del Piano Nobile del Castello ospitano una serie di tredici sculture di oltre due metri di altezza, che sono altrettante esemplificazioni di alcuni dei temi più cari all’artista: dalle figure eroiche, mitologiche e bibliche, ai Musicisti, sino agli Amanti. All’ingresso trovano spazio due Amazzoni con gli scudi in vetro e acciaio posati a terra. Si tratta di un omaggio che l’artista rende alla donna e alla sua forza, ritraendola in un momento di riposo ed esaltandone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_8124" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.ilpensieroartistico.eu/http://www.ilpensieroartistico.eu/wp-content/uploads/2013/05/Giudizio-Universale-2011-olio-su-tela-cm-150x250.jpg"><img class="size-medium wp-image-8124" title="Giudizio Universale, 2011, olio su tela, cm 150x250" src="http://www.ilpensieroartistico.eu/http://www.ilpensieroartistico.eu/wp-content/uploads/2013/05/Giudizio-Universale-2011-olio-su-tela-cm-150x250-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Giudizio Universale, 2011, olio su tela, cm 150x250</p></div>
<p>A partire da sabato 8 giugno 2013, la suggestiva sede del Castello Normanno di Santa Severina (Crotone), risalente all’XI secolo d.C., ospiterà una significativa collezione di opere dell’artista e maestro del vetro Silvio Vigliaturo.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra, a cura di Boris Brollo, promossa dal Comune e dal Rotary Club di Santa Severina, in occasione del suo decennale, è composta di venti lavori rappresentativi della produzione più recente di Vigliaturo, tra sculture, dipinti e una video-narrazione. Sono le grandi dimensioni a farla da padrone, in un’ottica di interazione con gli spazi imponenti e massicci della rocca di origine medievale voluta dal normanno Roberto il Guiscardo, che, nel 1075, conquistò il borgo di origine greco-bizantina di Santa Severina, ad oggi uno dei più belli d’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Le sale del Piano Nobile del Castello ospitano una serie di tredici sculture di oltre due metri di altezza, che sono altrettante esemplificazioni di alcuni dei temi più cari all’artista: dalle figure eroiche, mitologiche e bibliche, ai Musicisti, sino agli Amanti. All’ingresso trovano spazio due Amazzoni con gli scudi in vetro e acciaio posati a terra. Si tratta di un omaggio che l’artista rende alla donna e alla sua forza, ritraendola in un momento di riposo ed esaltandone la femminilità attraverso la trasparenza del vetro che accende la lucentezza dei colori. Volgendo lo sguardo alternativamente nelle due direzioni opposte del percorso espositivo, il visitatore si trova posizionato su di una linea immaginaria che collega i personaggi totemici di Adamo ed Eva, situati ai lati opposti del Castello, ma sempre presenti l’uno nello sguardo dell’altra. Negli spazi che ospitano il Museo Archeologico trovano la loro sede altre tre sculture in vetro in cui riverberano le tematiche della donna-guerriero, questa volta personificata dalla Camilla del poema virgiliano, e degli Amanti. Infine, il percorso della mostra, che si giustappone a quello della visita del Castello che la ospita,  trova il suo termine nella video-narrazione e nei tre dipinti di grandi dimensioni alloggiati nelle ex-scuderie. Il vorticoso e drammatico Giudizio Universale, che da il titolo alla mostra, un marasma di corpi che si fondono in macchie rosse, bianche e nere, offre il perfetto contrappunto alla vivacità cromatica e alle forme sinuose e trasparenti tipiche dell’arte scultorea di Silvio Vigliaturo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>COMUNICATO A CURA DI: Ufficio stampa MACA</em></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: justify;">Castello di Santa Severina</h2>
<p style="text-align: justify;">Piazza Campo, 88832, Santa Severina (KR)</p>
<p style="text-align: justify;">Curatore: 	Boris Brollo</p>
<p style="text-align: justify;">Periodo:		dall’8 giugno all’8 settembre 2013</p>
<p style="text-align: justify;">Orari:		tutti i giorni, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 20</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.silviovigliaturo.it" target="_blank">www.silviovigliaturo.it</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.museomaca.it" target="_blank">www.museomaca.it</a></strong></p>
<p style='text-align:left'>&copy; 2013, <a href='http://www.ilpensieroartistico.eu'>Il Pensiero Artistico</a>. Il Pensiero Artistico by &#8220;TOKONOMAWAY di Boninsegna Stefano&#8221; is licensed under a Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale 3.0 Unported License. Based on a work at www.ilpensieroartistico.eu. Permissions beyond the scope of this license may be available at http://www.ilpensieroartistico.eu/?page_id=647. L’utilizzo degli articoli è libero ma subordinato alla citazione della fonte ovvero “Il Pensiero Artistico”, con link all’url http://www.ilpensieroartistico.eu e alla citazione dell’autore dell’articolo. La licenza si intende libera solo per usi non commerciali. Per usi commerciali degli articoli contattare la redazione alla email redazione@ilpensieroartistico.eu. Parte dei testi possono provenire dai comunicati stampa ufficiali. Eventuali marchi terzi sono di proprietà delle rispettive aziende.</p>
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		<title>Mike Kelley: Eternity is a Long Time, Milano dal 24 maggio all&#8217;8 settembre 2013</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 21:26:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda]]></category>
		<category><![CDATA[HangarBioccca]]></category>
		<category><![CDATA[Mike Kelley]]></category>

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		<description><![CDATA[HangarBioccca presenta, dal 24 maggio all’8 settembre 2013 (inaugurazione 23 maggio 2013), la mostra Mike Kelley: Eternity is a Long Time dedicata all’artista americano che ha contribuito a tracciare nuove direzioni nella storia dell’arte contemporanea. Il progetto espositivo, curato da Emi Fontana e Andrea Lissoni, è stato voluto e reso possibile da Pirelli, Socio Fondatore Promotore della Fondazione HangarBicocca. Mike Kelley: Eternity is a Long Time è un’occasione unica di approfondimento e conoscenza del lavoro di Mike Kelley (Detroit, 1954 &#8211; Los Angeles, 2012), un percorso – tra installazioni, video e sculture – che si focalizza principalmente tra il 2000 e il 2006, periodo di grande maturità creativa nella produzione dell’artista recentemente scomparso. La mostra dialoga con i grandi spazi industriali di HangarBicocca attraverso una serie di opere fondamentali e raramente esposte al pubblico, provenienti da importanti istituzioni e collezioni internazionali tra cui il Museo Reina Sofia di Madrid, il Museo Thyssen-Bornemisza Art Contemporary di Vienna e la Collezione Pinault di Parigi e Venezia. Si tratta di opere di grande intensità che rappresentano al meglio il complesso e visionario universo espressivo dell’artista, considerato tra le figure più influenti dell’arte contemporanea e un modello per le generazioni di artisti dopo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">HangarBioccca presenta, dal 24 maggio all’8 settembre 2013 (inaugurazione 23 maggio 2013), la mostra Mike Kelley: Eternity is a Long Time dedicata all’artista americano che ha contribuito a tracciare nuove direzioni nella storia dell’arte contemporanea. Il progetto espositivo, curato da Emi Fontana e Andrea Lissoni, è stato voluto e reso possibile da Pirelli, Socio Fondatore Promotore della Fondazione HangarBicocca.</p>
<p style="text-align: justify;">Mike Kelley: Eternity is a Long Time è un’occasione unica di approfondimento e conoscenza del lavoro di Mike Kelley (Detroit, 1954 &#8211; Los Angeles, 2012), un percorso – tra installazioni, video e sculture – che si focalizza principalmente tra il 2000 e il 2006, periodo di grande maturità creativa nella produzione dell’artista recentemente scomparso.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra dialoga con i grandi spazi industriali di HangarBicocca attraverso una serie di opere fondamentali e raramente esposte al pubblico, provenienti da importanti istituzioni e collezioni internazionali tra cui il Museo Reina Sofia di Madrid, il Museo Thyssen-Bornemisza Art Contemporary di Vienna e la Collezione Pinault di Parigi e Venezia. Si tratta di opere di grande intensità che rappresentano al meglio il complesso e visionario universo espressivo dell’artista, considerato tra le figure più influenti dell’arte contemporanea e un modello per le generazioni di artisti dopo di lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto deve la sua unicità al coinvolgimento di Emi Fontana, curatrice italiana che vive a Los Angeles e che ha lavorato con Mike Kelley in un rapporto di stretta collaborazione negli ultimi quindici anni.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra Mike Kelley: Eternity is a Long Time è stata concepita come momento di confronto con la complessa ed eterogenea produzione dell’artista e come occasione per approfondire l’affascinante intreccio di elementi culturali e ricordi autobiografici che caratterizzano la sua opera: il rapporto con l’educazione, il legame con l’architettura modernista, la relazione con la tradizione della pittura e della letteratura americana, il confronto con la cultura popolare e vernacolare, i riti iniziatici giovanili e gli stili delle sottoculture musicali. Le opere occupano per intero i grandi spazi di HangarBioccca e sono allestite secondo un percorso aperto e non cronologico, che evidenzia la continuità nella produzione di Mike Kelley e la sua capacità di toccare con straordinaria libertà ed eclettismo generi espressivi differenti: dall’installazione alla scultura, dalla performance al video, dal suono al disegno.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra si apre con Extracurricular Activity Projective Reconstruction #1 (Domestic Scene) e Runway for Interactive DJ Event, due significative installazioni (presentate insieme alla prima personale italiana di Mike Kelley, nella Galleria Emi Fontana a Milano nel 2000), che rappresentano un punto di svolta fondamentale nella ricerca dell&#8217;artista, e testimoniano l’avvio verso il suo periodo più prolifico. Inoltre “Eternity is a long time”, che dà il titolo alla mostra, è la frase pronunciata da uno dei due attori del video Extracurricular Activity Projection Reconstruction #1 (Domestic Scene) al suo partner prima che entrambi si tolgano la vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei lavori centrali del progetto espositivo è l’installazione John Glenn Memorial Detroit River Reclamation Project (Including The Local Culture Pictorial Guide, 1968-1972, Wayne/Westland Eagle), (2001), ispirata a un monumento dell’astronauta John Glenn a cui il liceo frequentato da Mike Kelley era dedicato. I frammenti di vetro e ceramica colorati che ricoprono la scultura sono stati recuperati da Kelley stesso nel fiume di Detroit: tecniche artistiche nobili e processi tipici di un approccio vernacolare, tradizione del monumento e antimonumentalità, memoria personale e collettiva, immaginario mediatico e cultura popolare si intrecciano in quest’opera emblematica.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>L’artista</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Attivo dagli anni Settanta, Mike Kelley si impone in modo evidente nello scenario delle ricerche artistiche degli anni Ottanta. Nella sua multiforme pratica di lavoro, si muove su più media, sconfinando in campi di espressione differenti, sia nell’arte che nella musica, mai accettando la distinzione tra arte colta e vernacolare. Interessato a riattivare forme e figure legate a un immaginario adolescenziale e a indagare come la cultura popolare produce miti e ritualità, esplora soprattutto i temi della memoria, dell’identità e il rapporto con l’autorità. Utilizza oggetti e manufatti apparentemente banali sovvertendone il significato ed enfatizzandone la forza comunicativa. La sua capacità di attraversare universi di riferimento e codici differenti senza griglie concettuali fanno di lui uno degli artisti più interessanti della contemporaneità.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Muore il 31 gennaio 2012 a Los Angeles. Le sue opere si trovano nelle collezioni pubbliche e private più prestigiose del mondo, tra cui il MoMA, il Whitney e il Guggenheim di New York, la Collezione Pinault di Parigi e Venezia, il Reina Sofía di Madrid, il Museum of Contemporary Art di Detroit, il MoCA di Chicago, il Centre Georges Pompidou di Parigi.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Le principali partecipazioni a mostre e rassegne internazionali</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mike Kelley inizia a esporre all’inizio degli anni Ottanta, partecipando alla Biennale del Whitney (1985, 1987, 1989) e alla Biennale di Venezia (1988). Nel 1992 è presente nella grande mostra collettiva Post Human (1992), giunta anche in Italia al Castello di Rivoli, a Torino. Nel 1993 avviene la prima grande consacrazione a livello statunitense e internazionale, con l’antologica Catholic Tastes al Whitney Museum di New York. Partecipa alla prestigiosa rassegna dOCUMENTA a Kassel nel 1992 e poi nel 1997 quando allestisce la grande installazione multimediale The Poetics Project con Tony Oursler. Nella mostra The Uncanny (2004) presso la Tate di Liverpool, Kelley, questa volta nelle vesti di curatore, riprende e aggiorna l’esposizione organizzata nel 1993 ad Arnhem per Sonsbeck. Partecipa alla Biennale del Whitney ancora nel 1993, nel 1995, nel 2002 e nel 2012, anno in cui viene presentato il progetto Mobile Homestead, il modello della sua casa d’infanzia collocato su ruote e in movimento a Detroit, sua città d’origine. Ha esposto le sue opere in mostre personali realizzate, fra gli altri, da musei e istituzioni come il Wiels di Brussels, il Musée du Louvre di Parigi, il LACMA di Los Angeles, l’ICA di Londra, Portikus a Francoforte.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>È attualmente in corso una sua retrospettiva che prevede varie tappe: lo Stedlijk Museum di Amsterdam, il Centre Pompidou di Parigi, il PS1 – MoMA &#8211; di New York e il MOCA a Los Angeles.</em></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Per la realizzazione di Mike Kelley: Eternity is a Long Time si ringrazia la Mike Kelley Foundation for the Arts e tutti i generosi prestatori di opere.</p>
<p style="text-align: justify;">A cura di Emi Fontana e Andrea Lissoni</p>
<p style="text-align: justify;">COMUNICATO A CURA DI: Ufficio Stampa, Angiola Maria Gili  e Stefano Zicchieri</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: justify;">HangarBicocca</h2>
<p style="text-align: justify;">Via Chiese 2 Milano</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.hangarbicocca.org" target="_blank">www.hangarbicocca.org</a></strong></p>
<p style='text-align:left'>&copy; 2013, <a href='http://www.ilpensieroartistico.eu'>Il Pensiero Artistico</a>. Il Pensiero Artistico by &#8220;TOKONOMAWAY di Boninsegna Stefano&#8221; is licensed under a Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale 3.0 Unported License. Based on a work at www.ilpensieroartistico.eu. Permissions beyond the scope of this license may be available at http://www.ilpensieroartistico.eu/?page_id=647. L’utilizzo degli articoli è libero ma subordinato alla citazione della fonte ovvero “Il Pensiero Artistico”, con link all’url http://www.ilpensieroartistico.eu e alla citazione dell’autore dell’articolo. La licenza si intende libera solo per usi non commerciali. Per usi commerciali degli articoli contattare la redazione alla email redazione@ilpensieroartistico.eu. Parte dei testi possono provenire dai comunicati stampa ufficiali. Eventuali marchi terzi sono di proprietà delle rispettive aziende.</p>
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		<title>Vedova e Tintoretto alla Scuola Grande di San Rocco, Venezia dal 24 maggio al 3 novembre 2013</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 21:06:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Prima]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola Grande di San Rocco Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Vedova e Tintoretto]]></category>

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		<description><![CDATA[La Scuola Grande di San Rocco, che ospita il grandioso ciclo dei Teleri di Jacopo Tintoretto, si apre all’arte moderna e contemporanea con il progetto: San Rocco Contemporaneo: in dialogo con Tintoretto. A cura di Stefano Cecchetto e Giorgio Baldo, il progetto mette in relazione cinque grandi artisti del Novecento internazionale con l’opera del Maestro Manierista. Il primo appuntamento di questo ciclo è dedicato alla figura di Emilio Vedova, un protagonista della scena internazionale del Novecento, e per la prima volta saranno esposte le sue opere che testimoniano il profondo legame che il giovane Vedova sentiva verso l’opera di Tintoretto fino alla maturità dei lavori più recenti, in una mostra realizzata in collaborazione da Arciconfraternita Scuola Grande di San Rocco e Fondazione Emilio e Annabianca Vedova. Si potranno vedere gli studi di Vedova dal Tintoretto, realizzati in epoche diverse fin dal 1936, due sculture e una grande tela degli anni Sessanta fino al ciclo degli Oltre che l’artista realizzò nel 1985, in un ideale percorso che ritrova Vedova nei luoghi di Tintoretto. Le opere direttamente riferite a Jacopo Tintoretto saranno esposte, secondo il progetto di Germano Celant, Fabrizio Gazzarri e Stefano Cecchetto, come in un ideale viaggio e dialogo nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_8117" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.ilpensieroartistico.eu/http://www.ilpensieroartistico.eu/wp-content/uploads/2013/05/Vedova_Ciclo-62B3_tecnica-mista_-1455X185_Fondazione-Emilio-e-Annabianca-Vedova.jpg"><img class="size-medium wp-image-8117" title="Vedova_Ciclo '62(B3)_tecnica mista_ 145,5X185_Fondazione Emilio e Annabianca Vedova" src="http://www.ilpensieroartistico.eu/http://www.ilpensieroartistico.eu/wp-content/uploads/2013/05/Vedova_Ciclo-62B3_tecnica-mista_-1455X185_Fondazione-Emilio-e-Annabianca-Vedova-300x236.jpg" alt="" width="300" height="236" /></a><p class="wp-caption-text">Vedova_Ciclo &#39;62(B3)_tecnica mista_ 145,5X185_Fondazione Emilio e Annabianca Vedova</p></div>
<p>La Scuola Grande di San Rocco, che ospita il grandioso ciclo dei Teleri di Jacopo Tintoretto, si apre all’arte moderna e contemporanea con il progetto: San Rocco Contemporaneo: in dialogo con Tintoretto. A cura di Stefano Cecchetto e Giorgio Baldo, il progetto mette in relazione cinque grandi artisti del Novecento internazionale con l’opera del Maestro Manierista.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo appuntamento di questo ciclo è dedicato alla figura di Emilio Vedova, un protagonista della scena internazionale del Novecento, e per la prima volta saranno esposte le sue opere che testimoniano il profondo legame che il giovane Vedova sentiva verso l’opera di Tintoretto fino alla maturità dei lavori più recenti, in una mostra realizzata in collaborazione da Arciconfraternita Scuola Grande di San Rocco e Fondazione Emilio e Annabianca Vedova.</p>
<p style="text-align: justify;">Si potranno vedere gli studi di Vedova dal Tintoretto, realizzati in epoche diverse fin dal 1936,  due sculture e una grande tela degli anni Sessanta fino al ciclo degli Oltre che l’artista realizzò nel 1985, in un ideale percorso che ritrova Vedova nei luoghi di Tintoretto.</p>
<p style="text-align: justify;">Le opere direttamente riferite a Jacopo Tintoretto saranno esposte, secondo il progetto di Germano Celant, Fabrizio Gazzarri e Stefano Cecchetto, come in un ideale viaggio e dialogo nel tempo quasi lo spettatore possa rivivere e percepire lo sguardo attento e sensibile che provocò Vedova in quella situazione di forte attrazione mentre il ciclo degli Oltre verrà installato nella Sala Terrena tra le colonne della navata centrale.</p>
<p style="text-align: justify;">Tintoretto, per Emilio Vedova, è stato molto di più di un antico Maestro di riferimento ed ha costituito il supporto principale della sua formazione artistica. Questo percorso permette di sottolineare l’impeto e la forza di una conversazione↔lacerazione; partendo dall’inizio, dai primi esercizi di stile, peraltro già marcati da una forte personalità,  si potrà comprendere lo sviluppo di quello che in seguito diventerà la cifra stilistica di uno dei grandi protagonisti della scena internazionale del Novecento.</p>
<p style="text-align: justify;">Quest’anno Emilio Vedova parla a tutta la città di Venezia ed anche Oltre, per usare un titolo di un suo famoso ciclo. Addirittura In continuum e con un linguaggio Plurimo, sempre per utilizzare le parole di Vedova, perché, grazie all’impegno della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova,  le sue opere, oltre alla Scuola Grande di San Rocco,  abiteranno i più prestigiosi luoghi culturali cittadini,   dal Museo Correr a Ca’ Pesaro e Ca’ Rezzonico,in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia,  e alle Zattere, nel suo antico spazio dove saranno i suoi  …Cosiddetti Carnevali… e, in un parallelo gioco intellettuale con le sculture di Roy Lichtenstein, sempre negli spazi della Fondazione, ai Magazzini del Sale.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra VEDOVA TINTORETTO è un’iniziativa promossa e organizzata dall’Arciconfraternita Scuola Grande di San Rocco e dalla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, in collaborazione con Civita Tre Venezie e con il contributo della Regione Veneto.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra sarà accompagnata da un catalogo di Marsilio Editori.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>COMUNICATO A CURA DI: Ufficio Stampa Civita Tre Venezie, Valeria Alemà Regazzoni</em></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: justify;">Venezia, Scuola Grande di San Rocco</h2>
<p style="text-align: justify;">S. Polo 3054</p>
<p style="text-align: justify;">Lunedì &#8211; domenica  9.30 – 17.30 |</p>
<p style="text-align: justify;">La biglietteria chiude alle 17</p>
<p style='text-align:left'>&copy; 2013, <a href='http://www.ilpensieroartistico.eu'>Il Pensiero Artistico</a>. Il Pensiero Artistico by &#8220;TOKONOMAWAY di Boninsegna Stefano&#8221; is licensed under a Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale 3.0 Unported License. Based on a work at www.ilpensieroartistico.eu. Permissions beyond the scope of this license may be available at http://www.ilpensieroartistico.eu/?page_id=647. L’utilizzo degli articoli è libero ma subordinato alla citazione della fonte ovvero “Il Pensiero Artistico”, con link all’url http://www.ilpensieroartistico.eu e alla citazione dell’autore dell’articolo. La licenza si intende libera solo per usi non commerciali. Per usi commerciali degli articoli contattare la redazione alla email redazione@ilpensieroartistico.eu. Parte dei testi possono provenire dai comunicati stampa ufficiali. Eventuali marchi terzi sono di proprietà delle rispettive aziende.</p>
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		<title>4 personali alla Galleria Wikiarte di Bologna, fino al 23 maggio 2013</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 20:59:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna News]]></category>
		<category><![CDATA[Prima]]></category>
		<category><![CDATA[Galleria Wikiarte di Bologna]]></category>

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		<description><![CDATA[Il respiro delle cose è fiato percorso nell&#8217;immobilità del tempo, la suggestione di un movimento accennato e inafferrabile. La pittura luminosa diviene analisi e sintesi dell&#8217;elemento naturale, interpretato seguendo differenti e molteplici tracce di un medesimo insieme cosmico. Sensibilmente conciliando lentezza e rapidità di veduta, Enzo Forgione indugia sulle specificità, sui dettagli di un colore che invita alla partecipazione affettiva dell&#8217;osservatore: la figura non resta cosa altra, separata, ma penetra e pervade la sfera individuale modificando e perfezionando dinamiche e volumi, riverberando di sé molto più della propria immagine. Non si tratta di rappresentare la natura di ciò che ci circonda, ma di rendere viva la luce che la verifica all&#8217;interno di un immaginario sospeso, ben oltre e al di là delle comuni categorie di spazio o tempo. L&#8217;artista pare volere ampliare l&#8217;orizzonte visivo immaginabile, tentando di oltrepassare le quinte di uno scenario che è la vita stessa delle cose: il magnetismo di una immaginazione che eleva il quotidiano attraverso il sublime, trascendendo unità, forma e verità. Ciò che si riconosce, nei lavori dell&#8217;artista, non è &#8211; naturalmente &#8211; la realtà, ma l&#8217;immagine di essa sublimata e reificata sulla tela, avvicinandosi più all&#8217;&#8221;idea&#8221; che non alla &#8220;rappresentazione&#8221; di essa: la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilpensieroartistico.eu/http://www.ilpensieroartistico.eu/wp-content/uploads/2013/05/wiki.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8113" title="wiki" src="http://www.ilpensieroartistico.eu/http://www.ilpensieroartistico.eu/wp-content/uploads/2013/05/wiki-300x172.jpg" alt="" width="300" height="172" /></a>Il respiro delle cose è fiato percorso nell&#8217;immobilità del tempo, la suggestione di un movimento accennato e inafferrabile. La pittura luminosa diviene analisi e sintesi dell&#8217;elemento naturale, interpretato seguendo differenti e molteplici tracce di un medesimo insieme cosmico. Sensibilmente conciliando lentezza e rapidità di veduta, Enzo Forgione indugia sulle specificità, sui dettagli di un colore che invita alla partecipazione affettiva dell&#8217;osservatore: la figura non resta cosa altra, separata, ma penetra e pervade la sfera individuale modificando e perfezionando dinamiche e volumi, riverberando di sé molto più della propria immagine. Non si tratta di rappresentare la natura di ciò che ci circonda, ma di rendere viva la luce che la verifica all&#8217;interno di un immaginario sospeso, ben oltre e al di là delle comuni categorie di spazio o tempo. L&#8217;artista pare volere ampliare l&#8217;orizzonte visivo immaginabile, tentando di oltrepassare le quinte di uno scenario che è la vita stessa delle cose: il magnetismo di una immaginazione che eleva il quotidiano attraverso il sublime, trascendendo unità, forma e verità. Ciò che si riconosce, nei lavori dell&#8217;artista, non è &#8211; naturalmente &#8211; la realtà, ma l&#8217;immagine di essa sublimata e reificata sulla tela, avvicinandosi più all&#8217;&#8221;idea&#8221; che non alla &#8220;rappresentazione&#8221; di essa: la complicazione di luce e forma trasformano la visione in visionarietà, nell&#8217;ipotesi di possibili e molteplici soluzioni ottiche.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;intuizione è quella di immaginare un campo pittorico ampio, un ordinamento entro il quale innescare un processo di progressiva dissociazione delle forme e frammentazione dell&#8217;immagine attraverso un avvolgimento e coinvolgimento spaziale. La tecnica del dripping utilizzata da Gianfranco Bianchi raggiunge una propria, potente forza d&#8217;espansione nella decelerazione di forme variegate in isole dominanti, porzioni illimitate di colore intenso e deformante.(&#8230;) La sua è  una pittura “agita” dove il colore, una volta sgocciolato, subisce un&#8217;ulteriore fase di trasformazione tramite l&#8217;inclinazione ed il movimento del supporto. Ancora di più la generosità cromatica trova nello spessore e nella materia il proprio ideale referente estetico: l&#8217;opera acquista ed aumenta la sua struttura, divenendo scrittura e linguaggio. La non rappresentatività, il primato dell&#8217;atto creativo spontaneo e dell&#8217;improvvisazione gestuale viene – spesso – superato, in ragione di una modulazione cosciente e consapevole, preventivamente immaginata, del risultato finale. La pittura d&#8217;azione viene – per così dire – ripensata ed incanalata nel solco di una dimensione non solo estetica, ma anche narrativa. Le forme organiche, liquide, biomorfe di alcuni dipinti fanno così da contraltare a quelle spigolose e geometriche di altri, in un vivace dialogo tra immediatezza e riflessione. Parallelamente ed ulteriormente l&#8217;artista crea opere in cui l&#8217;accostamento di più moduli o pannelli è funzionale ad una composizione dinamica, in continua, ambigua ridefinizione: quadri che, ricondotti ai loro titoli, &#8211; elementi indispensabili per la visualizzazione totale dell&#8217;opera – assumono caratterizzazioni ironiche che sottolineano uno stile ed una raffinatezza spiccatamente intellettuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Irripetibilità e durata, simultaneità e continuità risiedono e si intrecciano nel medesimo tempo dell’opera, facendo del quadro il momento dell’imprevisto e della rivelazione straniante. La pittura di Massimo Renzi è pensiero che diviene immagine, non prestabilisce sé stessa, ma si rinnova in rapporto al continuo variare della realtà: una sorta di fenomenologia del divenire visivo in cui la modulazione della luce muove lo sguardo in direzioni molteplici, ipoteticamente infinite.Il paesaggio, lo spazio architettonico cittadino, il taglio prospettico che lascia scorrere l’acqua di un fiume, tutto ciò che l’artista vive all’interno del dipinto, non sfugge all’intera centralità dell’opera, offrendo – di volta in volta – un dettaglio in più rispetto a quanto il pittore stesso ha pensato di collocarvi. Lasciarsi sorprendere da sempre nuovi bagliori, rinnovate illuminazioni cromatiche di lucida e smaltata purezza restituisce il senso di mistero che la storia dell’immagine – da sempre – porta con sé: il minimo spostamento sintattico nella scrittura visiva del dipinto, l’intuizione di un raccordo di colore imprevisto sono occasioni visive che sintetizzano l’integrità dell’opera nell’equilibrio formale tra divenire esterno e fluire interno.Ciò che ora vediamo scuotersi risulterà immobile poco dopo: Renzi accosta e dosa il colore sottolineando la capacità del dipinto stesso di modificarsi e modificare la nostra percezione delle cose, in un rapporto universale e biunivoco con l’essenza ultima della materia.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ un lavoro di smontaggio e progressivo montaggio dell’opera che segnala la costante presenza dell’intervallo, della pausa di forma nel trapasso tra immobilismo e mobilità, tra potenzialità del vuoto e inafferrabilità del pieno. Si costruisce una sorta di indicibile cosmogonia nei lavori di Edeltraud Pölsterl, in cui frammenti di realtà provenienti da altri mondi o dimensioni interrompono la continuità mimetica dell’elemento naturale. Lo sviluppo ascensionale – elemento peculiare, caratterizzante le composizioni dell’artista – viene come interrotto e riavviato dalla presenza del cerchio, elemento immersivo, totalizzante: esploso, incendiato, sbriciolato, oppure intatto, perfetto nella sua forma pura e in sé compresa, il segno circolare è simbolo di universalità, referente ultimo di una visione costantemente sull’orlo della vertigine.L’opera dell’artista diventa – nel medesimo tempo – il luogo privilegiato dell’unità e discontinuità dell’energia, condensazione di possibilità e virtualità: la dimensione del doppio e della coesistenza dei contrari è funzionale e propedeutica alla stabilità percettiva, evidenziando la triplice azione di esistenza, passività e riflessività.Non è una forma della mente a costruire l’opera, ma l’opera stessa compone la forma della mente.</p>
<p style="text-align: justify;">Presentazione a cura del  Critico Alberto Gross</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<h2>Galleria Wikiarte</h2>
<p>In Via San Felice 18, Bologna</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Orario</strong></p>
<p style="text-align: justify;">dal martedì al sabato dalle 11.00 alle 19.00 orario continuato</p>
<p style="text-align: justify;">domenica e lunedì chiuso.</p>
<p style="text-align: justify;">Ingresso libero</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sito: <a href="http://www.wikiarte.com" target="_blank">www.wikiarte.com</a></strong></p>
<p style='text-align:left'>&copy; 2013, <a href='http://www.ilpensieroartistico.eu'>Il Pensiero Artistico</a>. Il Pensiero Artistico by &#8220;TOKONOMAWAY di Boninsegna Stefano&#8221; is licensed under a Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale 3.0 Unported License. Based on a work at www.ilpensieroartistico.eu. Permissions beyond the scope of this license may be available at http://www.ilpensieroartistico.eu/?page_id=647. L’utilizzo degli articoli è libero ma subordinato alla citazione della fonte ovvero “Il Pensiero Artistico”, con link all’url http://www.ilpensieroartistico.eu e alla citazione dell’autore dell’articolo. La licenza si intende libera solo per usi non commerciali. Per usi commerciali degli articoli contattare la redazione alla email redazione@ilpensieroartistico.eu. Parte dei testi possono provenire dai comunicati stampa ufficiali. Eventuali marchi terzi sono di proprietà delle rispettive aziende.</p>
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		<title>“Ecologica/Mente”, Trapani dal 15 al 31 maggio 2013</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 22:22:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Prima]]></category>
		<category><![CDATA[Magazzini dell'Arte Contemporanea Trapani]]></category>
		<category><![CDATA[“Ecologica/Mente”]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;esposizione propone oltre 40 opere di 12 artisti italiani e internazionali, appartenenti al mondo della pittura, della scultura e della fotografia, che illustrano gli sviluppi artistici contemporanei sul tema dell&#8217;ecologia: in particolare la relazione tra uomo e natura, significato primo del termine stesso. In mostra opere di: Øystein Aspelund, Iolanda Di Bonaventura, Lieven Engelen, Adriano Ficarelli, Michele Franceschini, Klaus Kampert, Kathrin Loges, Francisco Provedo, Mirta Vignatti, Robyola Von Wünsch, Anastasia Yakubenka, Marta Żylska. Durante il vernissage sarà offerto agli ospiti un buffet e un piccolo gadget a tema. &#160; Concept L&#8217;argomento “ecologia” è uno dei più dibattuti degli ultimi 20 anni, la sua importanza cresce in modo esponenziale; basti pensare che il tema dell&#8217;Expo 2015 sarà proprio “Nutrire il pianeta”. L&#8217;occuparsi dell&#8217;ambiente è diventato sempre più un pre-occuparsi di esso, alle sue condizioni precarie: l&#8217;inquinamento, la deforestazione, l&#8217;impoverimento delle risorse naturali, ecc. Lo scopo di questa mostra – che ha sede a Trapani, una delle culle del Mediterraneo – è quello di ritornare a una concezione originaria del termine “ecologia”, inteso come rapporto spontaneo tra l&#8217;uomo e l&#8217;ambiente circostante. Ambiente che a volte è il risultato di modificazioni volute dalla storia, altre è incontaminato, altre ancora è danneggiato al di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilpensieroartistico.eu/http://www.ilpensieroartistico.eu/wp-content/uploads/2013/05/locandina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8108" title="locandina" src="http://www.ilpensieroartistico.eu/http://www.ilpensieroartistico.eu/wp-content/uploads/2013/05/locandina-300x194.jpg" alt="" width="300" height="194" /></a>L&#8217;esposizione propone oltre 40 opere di 12 artisti italiani e internazionali, appartenenti al mondo della pittura, della scultura e della fotografia, che illustrano gli sviluppi artistici contemporanei sul tema dell&#8217;ecologia: in particolare la relazione tra uomo e natura, significato primo del termine stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">In mostra opere di: Øystein Aspelund, Iolanda Di Bonaventura, Lieven Engelen, Adriano Ficarelli, Michele Franceschini, Klaus Kampert, Kathrin Loges, Francisco Provedo, Mirta Vignatti, Robyola Von Wünsch, Anastasia Yakubenka, Marta Żylska.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante il vernissage sarà offerto agli ospiti un buffet e un piccolo gadget a tema.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Concept</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;argomento “ecologia” è uno dei più dibattuti degli ultimi 20 anni, la sua importanza cresce in modo esponenziale; basti pensare che il tema dell&#8217;Expo 2015 sarà proprio “Nutrire il pianeta”.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;occuparsi dell&#8217;ambiente è diventato sempre più un pre-occuparsi di esso, alle sue condizioni precarie: l&#8217;inquinamento, la deforestazione, l&#8217;impoverimento delle risorse naturali, ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scopo di questa mostra – che ha sede a Trapani, una delle culle del Mediterraneo – è quello di ritornare a una concezione originaria del termine “ecologia”, inteso come rapporto spontaneo tra l&#8217;uomo e l&#8217;ambiente circostante. Ambiente che a volte è il risultato di modificazioni volute dalla storia, altre è incontaminato, altre ancora è danneggiato al di là di ogni immaginazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Le opere di pittura, scultura e fotografia in esposizione hanno il comune denominatore dell&#8217;approccio personale verso la natura o suoi particolari elementi, approccio che diventa relazione e interpretazione attraverso la tecnica scelta.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;uomo nella natura-la natura nell&#8217;uomo: sono queste le due principali chiavi di lettura dei lavori selezionati. Anche se a volte non direttamente visibile (o proprio inesistente), l&#8217;intervento umano è causa del paesaggio osservabile e non sempre in senso peggiorativo. In altri casi scorgiamo creature appartenenti ai regni di flora e fauna avvicinarsi o “intrufolarsi” in contesti definibili come riservati all&#8217;uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli esiti di queste ricerche artistiche sono molto diversi tra loro e hanno la capacità di porre domande, interrogativi, soprattutto mostrano quanto possa essere pericoloso dividere la strada dell&#8217;uomo da quella della Terra, quanto il primo possa essere invasivo e la seconda devastante, quanto la separazione abbia bisogno, ogni giorno, di diventare integrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Artisti in mostra</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Øystein Aspelund è un fotografo e architetto norvegese. Ha iniziato a dedicarsi professionalmente alla fotografia nel 2009. Ama molto viaggiare e scoprire posti disabitati, dove la natura ha ripreso il suo posto, dove aver cacciato gli insediamenti umani. Le tre opere in mostra fanno parte di un progetto scattato a Villa Epecuen, un popolare posto di vacanza argentino fino a metà degli anni &#8217;80, quando è stato colpito da una forte alluvione. Soltanto dal 2009 le acque stanno cominciando a ritrarsi. behance.net/oysteinaspelund</p>
<p style="text-align: justify;">Iolanda Di Bonaventura (1993) è l&#8217;autrice più giovane in mostra. Dopo il liceo artistico frequentato a L&#8217;Aquila, ha partecipato a premi e concorsi relativi a scrittura, cinema e arte. Ha collaborato a vari progetti artistici e alla realizzazione di un cortometraggio. In esposizione mostra tre fotografie di fiori dipinti. Come espressioni di grazia e delicatezza, i tre elementi floreali diventano assoluti protagonisti di una dimensione piuttosto intima, raccolta, avulsa da un contesto specifico. www.iolandadb.it</p>
<p style="text-align: justify;">Lieven Engelen (1965) è un fotografo autodidatta di origine belga, oggi vive e lavora in Olanda. Cresciuto in una zona rurale del Belgio, l&#8217;ambiente naturale ha sempre esercitato su di lui un senso di fascino e mistero; stimolandolo nella ricerca di segreti nascosi e senza tempo. Le opere presenti fanno parte del ciclo Till death do us part (Finchè morte non ci separi), che rappresenta come la nostra dipendenza dal petrolio e poi dalla plastica sta rovinando in maniera evidente luoghi prima irraggiungibili dall&#8217;inquinamento, rivoltandosi poi inevitabilmente contro di noi. www.themanwhowasnt.com</p>
<p style="text-align: justify;">Adriano Ficarelli (1965) vive tra Roma e l&#8217;Umbria. Appassionato di fotografia dall&#8217;infanzia, ha esposto più volte in Italia e all&#8217;estero. Alcune sue fotografie sono rappresentate dall&#8217;agenzia Getty Images. La sua ricerca si è spesso focalizzata sull&#8217;ambiente spoglio di segni umani e nelle opere in mostra, descrivendo il ciclo dell&#8217;acqua, conduce l&#8217;osservatore in un&#8217;atmosfera quasi irreale, ciò che – forse – vide il primo uomo sulla Terra.</p>
<p style="text-align: justify;">adrianosan-photo.wix.com/adrianosan</p>
<p style="text-align: justify;">Michele Franceschini (1987) vive a Trento dove lavora come consulente informatico. Ha iniziato a fotografare da bambino e in modo più professionale dal 2009. Da allora, ha partecipato a diverse collettive e al Festival della Fotografia di Reggio Emilia. Molti dei suoi scatti sono dedicati al tema della natura. Nelle due macro esposte contrappone la silhouette di una felce morente con l&#8217;avanzare dell&#8217;autunno a gocce di rugiada che simboleggiano la nascita di un nuovo giorno. foto.michele-franceschini.it</p>
<p style="text-align: justify;">Klaus Kampert (1953) è un fotografo free lance con base a Duesseldorf, Germania. Il suo percorso artistico riguarda soprattutto il ritratto, il nudo e lo studio del corpo. Kampert ha pubblicato ed esposto i suoi lavori in location internazionali ed è stato premiato in alcune manifestazioni fotografiche, tra cui la cui la menzione d&#8217;onore al Prix de la Photographie di Parigi. Mostra la serie completa Man Needs Nature Needs Man Not (L&#8217;uomo ha bisogno della natura, non la natura dell&#8217;uomo), in cui le forme corporee trovano similitudini con quelle naturali. Il senso è quello suggerire una compenetrazione di elementi, per arrivare a un giusto accordo. www.klauskampert.com</p>
<p style="text-align: justify;">Kathrin Loges (1972) è una fotografa tedesca; dopo l&#8217;apprendistato in fotografia in un centro per le arti a Breman, ha aperto uno studio con il marito in Bavaria. Fotografa di paesaggio, si concentra sull&#8217;indagare e scoprire le caratteristiche che raccontano la storia di un luogo. Propone due stampe della serie All these Places had their Moments (Tutti questi luoghi hanno avuto i loro tempi): tra i boschi delle Prealpi Bavaresi si trova un laghetto, nato da una riqualificazione del territorio, fino al 2005 infatti è stato una discarica. www.beatdis.de</p>
<p style="text-align: justify;">Francisco Provedo (1987) è laureato in archiettura e fotografo autodidatta. Vive e lavora a Buenos Aires. I suoi progetti indagano principalmente il rapporto tra la vita caotica delle metropoli contemporanee e quella calma ed equilibrata della natura (in particolare le foreste della Patagonia). Nello slide-show in esposizione, mostra la serie The Inner Light (La luce interiore), in cui corpi nudi vengono &#8220;vestiti&#8221; di alberi, rami e foglie.</p>
<p style="text-align: justify;">http://behance.net/franciscoprovedo</p>
<p style="text-align: justify;">Mirta Vignatti (1967) è nata e si è laureata in Belle Arti a Rosario (Argentina), ora vive e lavora a Lucca. Pittrice, espone da anni le sue tele in Italia e all&#8217;estero. In esposizione porta tre opere tratte dalla serie Appunti di un naturalista, in cui uomini e animali stilizzati e completamente decontestualizzati compongono scene insolite e ricche di simbologia. Come uno scienziato darwiniano, Vignatti tenta di elencare e svelare istinti e sofferenze umani, che si rivelano come animali di dimensioni innaturali, difficilmente addomesticabili.</p>
<p style="text-align: justify;">www.mirtavignatti.com</p>
<p style="text-align: justify;">Robyola Von Wünsch (1990), nasce in Veneto. Da sempre appassionata di musica, arte e fotografia, si trasferisce nel 2010 a Milano, dove si diploma all&#8217;Istituto Italiano di Fotografia e dove oggi vive e lavora, occupandosi di ritratto e fotografia concettuale. Le due stampe in esposizione sono state realizzate in analogico con una toy camera Holga. I negativi sovrapposti formano riflessi in cui il paesaggio si specchia, creando un ciclo senza fine di rimandi e una sorta di &#8220;isola galleggiante&#8221;, al di fuori della realtà. Da una parte si osserva una città e suoi ritmi febbrili, dall&#8217;altra la natura protagonista di una selva indiana. www.robyola.it/</p>
<p style="text-align: justify;">Anastasia Yakubenka (1984) è un&#8217;artista nata in Russia ora residente a Bali. Ha partecipato a collettive e realizzato mostre personali. Di ispirazione surrealista, realizza collages con immagini di vario tipo, riguardanti sogni, vita e problemi di tutti i giorni. I collages selezionati per questa mostra sono nati dall&#8217;osservazione dei rapidi cambiamenti a Bali, che sta diventando un&#8217;isola sempre più invasa dal cemento e spogliata dei prati. Questa mutazione è in atto e non si può arrestare, è possibile però imparare a servirsi responsabilmente delle nuove tecnologie e del progresso, affinchè non ci sovrastino. behance.net/ladyan</p>
<p style="text-align: justify;">Marta Żylska (1980) è una fotografa e scultrice polacca. Laureata all&#8217;Accademia d&#8217;Arte di Varsavia, vive tutt&#8217;ora in questa città. È sempre stata affascinata e ispirata dai fenomeni naturali, per la loro spontaneità e potenza improvvise e non artificiali. Le sculture in mostra sono semplici pezzi di legno raccolti in riva al mare, collezionati da Żylska e dipinti con colori brillanti. Sagomati dalle onde e senza alcun ritocco, vengono adornati con disegni tribali o marini che richiamano alla memoria tribù lontane appartenenti al passato o forse al regno delle acque. behance.net/martazylska</p>
<p style="text-align: justify;">Location: Magazzini dell&#8217;Arte Contemporanea, galleria situata nel centro storico di Trapani, è nata nel 2008 ed è diretta da Antonio Sammartano e Darine Rajhi. Nell&#8217;arco di pochi anni ha collaborato con gallerie europee, asiatiche e del mondo arabo. Le attività che si sono susseguite dalla sua fondazione hanno fatto sì che la galleria non si limitasse a essere mero spazio fisico, ma una vera e propria agorà in cui promuovere e favorire la circolazione di idee e dare vita a stimoli culturali. www.magazziniartproject.com</p>
<p style="text-align: justify;">Curatrice: Anna Mola, critica e art organizer indipendente, insegnante di storia della fotografia. Realizza e collabora a progetti dedicati all&#8217;arte contemporanea e alla fotografia. Dal 2011 collabora con la rivista internazionale Private PhotoReview. annamola.wordpress.com</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: justify;">Magazzini dell&#8217;Arte Contemporanea</h2>
<p style="text-align: justify;">Via Custonaci, 5 &#8211; Trapani</p>
<p style="text-align: justify;">Giorni e orari di apertura: 15/31 maggio, inaugurazione 15 maggio ore 18:00</p>
<p style="text-align: justify;">dal 16 al 31 maggio la galleria è aperta dalle 17:00 alle 20:00 (mattino su appuntamento)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.magazziniartproject.com" target="_blank">www.magazziniartproject.com</a></strong></p>
<p style='text-align:left'>&copy; 2013, <a href='http://www.ilpensieroartistico.eu'>Il Pensiero Artistico</a>. Il Pensiero Artistico by &#8220;TOKONOMAWAY di Boninsegna Stefano&#8221; is licensed under a Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale 3.0 Unported License. Based on a work at www.ilpensieroartistico.eu. Permissions beyond the scope of this license may be available at http://www.ilpensieroartistico.eu/?page_id=647. L’utilizzo degli articoli è libero ma subordinato alla citazione della fonte ovvero “Il Pensiero Artistico”, con link all’url http://www.ilpensieroartistico.eu e alla citazione dell’autore dell’articolo. La licenza si intende libera solo per usi non commerciali. Per usi commerciali degli articoli contattare la redazione alla email redazione@ilpensieroartistico.eu. Parte dei testi possono provenire dai comunicati stampa ufficiali. Eventuali marchi terzi sono di proprietà delle rispettive aziende.</p>
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		<title>ALIENS, Bologna fino al 25 maggio 2013</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 22:15:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna News]]></category>
		<category><![CDATA[Prima]]></category>
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		<description><![CDATA[La pratica artistica contemporanea si situa in un contesto sociale caratterizzato da due fenomeni complementari e ugualmente significativi, da una parte il predominio delle immagini sul linguaggio e dall’altra il diffondersi dell’esperienza della solitudine e dell’indifferenza, dimensioni esistenziali che non riconducono più necessariamente all’altro di sé. Entrambi i fenomeni hanno origine nella facilità di accesso alla comunicazione visiva di massa e nel voler esaltare e rivendicare la libertà individuale, diffusa e supportata dagli apparati pubblicitari. Se nell’età moderna il rapporto tra l’individuo e la massa viveva nell’alternanza di due movimenti antitetici, la perdita del soggetto nella folla o al contrario, il potere assoluto rivendicato dalla coscienza individuale, nelle forme di solitudine della modernità, l’antitesi vitale della contemporaneità si è oggi ridotta a forme banali di pseudo socialità e ad una sterile contrattualità con il mondo. Le identità sono sempre più provvisorie e legate alle funzioni transitorie degli utenti dei vari sistemi: stradale, commerciale, bancario, ecc&#8230; Siamo soli ma al tempo stesso accomunati agli altri da relazioni di tipo contrattuale o da norme prescrittive. L’esercizio di queste pratiche solipolistiche ha trasformato la coesistenza sociale in un arcipelago di individualità contigue ma distinte, sostanzialmente indifferenti le une alle altre. Come alieni ci muoviamo sulla terra, osservando tutto con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_8104" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.ilpensieroartistico.eu/http://www.ilpensieroartistico.eu/wp-content/uploads/2013/05/Talarico-killSoldiersoliosutela80x80cm2013.jpg"><img class="size-medium wp-image-8104" title="Talarico killSoldiers,oliosutela,80x80cm,2013" src="http://www.ilpensieroartistico.eu/http://www.ilpensieroartistico.eu/wp-content/uploads/2013/05/Talarico-killSoldiersoliosutela80x80cm2013-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Talarico killSoldiers,oliosutela,80x80cm,2013</p></div>
<p>La pratica artistica contemporanea si situa in un contesto sociale  caratterizzato da due fenomeni complementari e ugualmente significativi,  da una parte il predominio delle immagini sul linguaggio e dall’altra  il diffondersi dell’esperienza della solitudine e dell’indifferenza,  dimensioni esistenziali che non riconducono più necessariamente  all’altro di sé. Entrambi i fenomeni hanno origine nella facilità di  accesso alla comunicazione visiva di massa e nel voler esaltare e  rivendicare la libertà individuale, diffusa e supportata dagli apparati  pubblicitari. Se nell’età moderna il rapporto tra l’individuo e la massa  viveva nell’alternanza di due movimenti antitetici, la perdita  del soggetto nella folla o al contrario, il potere assoluto rivendicato  dalla coscienza individuale, nelle forme di solitudine della modernità,  l’antitesi vitale della contemporaneità si è oggi ridotta a forme banali  di pseudo socialità e ad una sterile contrattualità con il mondo. Le  identità sono sempre più provvisorie e legate alle funzioni transitorie  degli utenti dei vari sistemi: stradale, commerciale, bancario,  ecc&#8230; Siamo soli ma al tempo stesso accomunati agli altri da relazioni  di tipo contrattuale o da norme prescrittive. L’esercizio di queste  pratiche solipolistiche ha trasformato la coesistenza sociale in un  arcipelago di individualità contigue ma distinte, sostanzialmente  indifferenti le une alle altre. Come alieni ci muoviamo sulla terra,  osservando tutto con distacco, leggiamo libri e giornali in  metropolitana senza accorgerci (o meglio dire non volendo accorgercene)  del violento scippo che si sta consumando accanto a noi. Ma la vera  tragedia risiede nel fatto che non riusciamo a capire neppure ciò che  stiamo leggendo. Invitiamo amici a pranzo o a cena, dispensiamo loro  sorrisi ed attenzioni, poi li incrociamo il giorno dopo per strada e ci  volgiamo dall’altra parte per non doverli salutare, o peggio fermarci a  scambiare poche parole che, spesso e volentieri, riteniamo possano  tradursi in inutili convenevoli. Dopo l’11 settembre 2001 se vogliamo,  tutto ciò si è acuito, all’indifferenza ed al fastidio si è aggiunta la  paura, il terrore del diverso, guardiamo gli altri come potenziali  nemici, ci muoviamo con circospezione&#8230; Meglio rimanere a casa e  nascondersi dietro al monitor di un computer e navigare in internet per  ore, magari con identità fittizie, proponendoci agli altri come eroi  moderni senza macchia e senza paura, per tornare il giorno dopo i soliti  alieni, visitatori timorosi del pianeta terra.<br />
Sergio Curtacci</p>
<p>Artisti in mostra:<br />
Alessio Bolognesi, Gianluca Chiodi, Domenico Dell’Osso, Massimo  Festi, Luigi Leonidi, Marco Minotti, Silvio Porzionato, Giacomo Rossi,  Gabriele Talarico, Vania Elettra Tam, Andrea Valsecchi, Angela Viola,  Willow.</p>
<p><strong>progetto di Sergio Curtacci </strong><br />
FRATTURA SCOMPOSTA<br />
ContemporaryArtMagazine<br />
<strong><a href="http://www.fratturascomposta.it " target="_blank">www.fratturascomposta.it </a></strong></p>
<h2 style="text-align: justify;">
Spazio San Giorgio</h2>
</p>
<p style="text-align: justify;">Via San Giorgio 12/A &#8211; Bologna</p>
<p style="text-align: justify;">Orari di apertura:<br />
Martedì-Venerdì 11.00-13.00 / 17.00-19.00<br />
Sabato  17.00-19.00<br />
chiuso Domenica e Lunedì</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.spaziosangiorgio.it" target="_blank">www.spaziosangiorgio.it</a></strong></p>
<p style='text-align:left'>&copy; 2013, <a href='http://www.ilpensieroartistico.eu'>Il Pensiero Artistico</a>. Il Pensiero Artistico by &#8220;TOKONOMAWAY di Boninsegna Stefano&#8221; is licensed under a Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale 3.0 Unported License. Based on a work at www.ilpensieroartistico.eu. Permissions beyond the scope of this license may be available at http://www.ilpensieroartistico.eu/?page_id=647. L’utilizzo degli articoli è libero ma subordinato alla citazione della fonte ovvero “Il Pensiero Artistico”, con link all’url http://www.ilpensieroartistico.eu e alla citazione dell’autore dell’articolo. La licenza si intende libera solo per usi non commerciali. Per usi commerciali degli articoli contattare la redazione alla email redazione@ilpensieroartistico.eu. Parte dei testi possono provenire dai comunicati stampa ufficiali. Eventuali marchi terzi sono di proprietà delle rispettive aziende.</p>
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		<title>DE BLOEMEN &#8211; Fotografie di Mauro Davoli, a Milano fino al 2 giugno 2013</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 22:07:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Prima]]></category>
		<category><![CDATA[DE BLOEMEN]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografie di Mauro Davoli]]></category>
		<category><![CDATA[LIBRERIA BOCCA Spazio Bocca in libreria]]></category>

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		<description><![CDATA[Con il sottile presentimento – quasi una convinzione – che soltanto una rapina a mano armata potrebbe risollevare le nostre sorti, in questa primavera ignorante prendo a scrivere del sublime. Solo la fotografia di Mauro Davoli ha su di me l’effetto di un’abluzione della coscienza. Una volta mi sono anche chiesto per quale ragione i nobili prima e i capitani d’impresa poi riempissero le pareti delle loro dimore con dei dipinti magnifici che noi conosciamo solo con la patina caramellata del tempo. Ora lo so: i signori rinascimentali, i sovrani in perenne lotta tra loro, i banchieri italiani e tedeschi, i ricchi borghesi delle Fiandre avevano bisogno di abbandonare la dimensione del reale, così angusta eppure inafferrabile, per una dimensione trascendente eppure materialmente controllabile di un quadro, con il pagamento di un corrispettivo monetario. Come in un dimenticato novero dantesco di venustà che la poesia ha preservato dall’oblio, così Mauro Davoli ha salvato per noi delle bellezze più reali, d’un carattere shakespeariano. Una bellezza che non sia mortale non scalfisce i nostri cuori duri e fragili come scura ossidiana. Avvenenza in fiore, sfiorita. È gratitudine la nostra o non piuttosto livore verso una bellezza di cui ancora, dopo secoli non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilpensieroartistico.eu/http://www.ilpensieroartistico.eu/wp-content/uploads/2013/05/de-bloemen1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8100" title="de bloemen" src="http://www.ilpensieroartistico.eu/http://www.ilpensieroartistico.eu/wp-content/uploads/2013/05/de-bloemen1-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a>Con il sottile presentimento – quasi una convinzione – che soltanto una rapina a mano armata potrebbe risollevare le nostre sorti, in questa primavera ignorante prendo a scrivere del sublime. Solo la fotografia di Mauro Davoli ha su di me l’effetto di un’abluzione della coscienza.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta mi sono anche chiesto per quale ragione i nobili prima e i capitani d’impresa poi riempissero le pareti delle loro dimore con dei dipinti magnifici che noi conosciamo solo con la patina caramellata del tempo. Ora lo so: i signori rinascimentali, i sovrani in perenne lotta tra loro, i banchieri italiani e tedeschi, i ricchi borghesi delle Fiandre avevano bisogno di abbandonare la dimensione del reale, così angusta eppure inafferrabile, per una dimensione trascendente eppure materialmente controllabile di un quadro, con il pagamento di un corrispettivo monetario.</p>
<p style="text-align: justify;">Come in un dimenticato novero dantesco di venustà che la poesia ha preservato dall’oblio, così Mauro Davoli ha salvato per noi delle bellezze più reali, d’un carattere shakespeariano. Una bellezza che non sia mortale non scalfisce i nostri cuori duri e fragili come scura ossidiana. Avvenenza in fiore, sfiorita. È gratitudine la nostra o non piuttosto livore verso una bellezza di cui ancora, dopo secoli non riusciamo a cogliere il senso, la scaturigine, la ragione? Come una crepa in noi si apre una femminea disponibilità, un accesso attraverso il nostro cuore che si offre come un inerme campo di battaglia al passaggio di eserciti.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste foto di Mauro Davoli che ritraggono vasi e fiori diversi hanno il valore di una minuziosa memoria estetica cui lo stesso Adriaen Coorte non avrebbe saputo pensare. Il loro segreto è la luce, per rivelarlo si sprecano troppe parole: meglio una passeggiata al Louvre, dove tutto è iniziato, nei padiglioni di conchiglie nordiche, meandri di una camera oscura.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciascuno di essi possiede la dignità del ritratto, come lo specchio di una concreta personalità. Vetro con bianchi colpi di luce ad olio che contengono gambi serici e malinconici, bronzo sbalzato a custodire vulve implumi, riflessi metallici sotto imbuti di lilii dalla luce calda, ceramica smaltata di blasoni e il fior fiore dell’orto, fredda porcellana trafitta dal dardo d’un garofano, il ricordo di una campagna andata sotto un pianto appassito d’alchechengi, antica maiolica sotto astucci vegetali, ceramica nobilitata da tulipani fiamminghi, ancora solido bronzo a tener ciclamini.</p>
<p style="text-align: justify;">Liquori intimi attraversano questi steli discontinui che indicano una direzione e due versi. Un’allegoria metafisica, una carezzevole allusione, un mistero senza pericolo. Ci vuole un leggero rispetto, una profonda delicatezza. Virile, come una carezza sui fianchi di una donna: vaso che termina sempre con un fiore.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Parma, con le membra stanche per un sogno d’amore a primavera, 2013. (Mauro Carrera)</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: justify;">LIBRERIA BOCCA</h2>
<h2 style="text-align: justify;">Spazio Bocca in libreria</h2>
<p style="text-align: justify;">Milano, Galleria Vittorio Emanuele II, 12</p>
<p style='text-align:left'>&copy; 2013, <a href='http://www.ilpensieroartistico.eu'>Il Pensiero Artistico</a>. Il Pensiero Artistico by &#8220;TOKONOMAWAY di Boninsegna Stefano&#8221; is licensed under a Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale 3.0 Unported License. Based on a work at www.ilpensieroartistico.eu. Permissions beyond the scope of this license may be available at http://www.ilpensieroartistico.eu/?page_id=647. L’utilizzo degli articoli è libero ma subordinato alla citazione della fonte ovvero “Il Pensiero Artistico”, con link all’url http://www.ilpensieroartistico.eu e alla citazione dell’autore dell’articolo. La licenza si intende libera solo per usi non commerciali. Per usi commerciali degli articoli contattare la redazione alla email redazione@ilpensieroartistico.eu. Parte dei testi possono provenire dai comunicati stampa ufficiali. Eventuali marchi terzi sono di proprietà delle rispettive aziende.</p>
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		<title>“VEDERE PAROLE”. Libri d’Artista a Rossano Calabro 13-25 maggio 2013</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 21:59:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda]]></category>
		<category><![CDATA[Rossano Calabro]]></category>
		<category><![CDATA[“VEDERE PAROLE”]]></category>

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		<description><![CDATA[Esiste da tempo un aspetto dell’Arte Contemporanea, che vede gli Artisti impegnati nella realizzazione di libri d’Artista, non nel senso di libri “sugli” Artisti, ma in un significato più totalizzante: ovvero opere, solitamente e rigorosamente uniche, in cui parole, immagini, materiali si uniscono in un perimetro creativo, in cui l’Artista è dominus assoluto. Nulla a che fare, quindi, con l’antichissima tradizione del libro miniato (di cui Rossano conserva uno degli esempi più straordinari, il Codex Purpureus Rossanensis): in quel caso l’immagine era al servizio della parola o, in certi casi, ne costituiva una splendente cornice decorativa, oggi invece emerge, da un lato, quello che si potrebbe definire l’aspetto più propriamente concettuale, nel cercare intriganti intrecci e nuovi itinerari mentali tra ciò che tradizionalmente costituisce un libro: ovvero la parola, l’immagine, il materiale. Dall’altro lato, invece, il libro d’Artista nasce “in interiore homine” (in questo caso l’Artista stesso), che si abbandona, senza altri scopi, alla più completa libertà creatrice. Azzardiamo, dunque, un’ipotesi: nell’epoca dei sostituti virtuali, forse il libro che vive non può essere che d’Artista. Se tra poco il supporto cartaceo sarà abbandonato per il video, se i codici professionali saranno banche-dati consultabili on line, se il libri di scuola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Esiste da tempo un aspetto dell’Arte Contemporanea, che vede gli Artisti impegnati nella realizzazione di libri d’Artista, non nel senso di libri “sugli” Artisti, ma in un significato più totalizzante: ovvero opere, solitamente e rigorosamente uniche, in cui parole, immagini, materiali si uniscono in un perimetro creativo, in cui l’Artista è dominus assoluto. Nulla a che fare, quindi, con l’antichissima tradizione del libro miniato (di cui Rossano conserva uno degli esempi più straordinari, il Codex Purpureus Rossanensis): in quel caso l’immagine era al servizio della parola o, in certi casi, ne costituiva una splendente cornice decorativa, oggi invece emerge, da un lato, quello che si potrebbe definire l’aspetto più propriamente concettuale, nel cercare intriganti intrecci e nuovi itinerari mentali tra ciò che tradizionalmente costituisce un libro: ovvero la parola, l’immagine, il materiale. Dall’altro lato, invece, il libro d’Artista nasce “in interiore homine” (in questo caso l’Artista stesso), che si abbandona, senza altri scopi, alla più completa libertà creatrice.  Azzardiamo, dunque, un’ipotesi: nell’epoca dei sostituti virtuali, forse il libro che vive non può essere che d’Artista. Se tra poco il supporto cartaceo sarà abbandonato per il video, se i codici professionali saranno banche-dati consultabili on line, se il libri di scuola saranno e-book, allora l’unico libro che interesserà e avrà ancora un senso possedere, sarà un’OPERA D’ARTE.  Il LIBRO D’ARTISTA, allora, rimarrà l’unico depositario di un’esperienza multipla, intellettuale, ma anche sensuale: il contatto tattile con la materia di cui è costituito, sia esso fatto di carta, pellicola, bronzo o altro, nella varietà di caratteri tipografici, scritture, colori, inchiostri, colle, sarà, sublimato e centuplicato, ciò che ci mancherà sempre di più e ciò che ce desidereremo. Desiderio appagato in edizione limitata, però. Perché in fondo il libro d’Artista è sì Arte sfogliabile, ma forse non proprio per tutti e senz’altro non per molti nello stesso momento. I tempi, i ritmi ed i luoghi di fruizione sono infatti limitati ad una persona o poco più: lo sfogliare, leggere e guardare un libro d’Artista è partecipare ad un happening privilegiato ed esclusivo. E’Arte che racchiude in sé un’ulteriore malizia, perché è discreta, volutamente ritrosa e poco esibibile: e questo è l’equivalente di un sano sberleffo in un’epoca in cui tutto è immagine, ostentazione, esibizione.</p>
<p style="text-align: justify;">A chiusura dell’inaugurazione della Mostra, ci si sposterà negli spazi delle librerie: ALI di CARTA Athena Gulliver dove si svolgerà la manifestazione: AD ALTA VOCE, letture concordate con i gestori delle librerie che ritarderanno la chiusura alle 24.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: justify;">Sala Grigia dell’ EX CONVENTO di SAN BERNARDINO</h2>
<p style="text-align: justify;">Via Plebiscito, 87067 Rossano Calabro</p>
<p style='text-align:left'>&copy; 2013, <a href='http://www.ilpensieroartistico.eu'>Il Pensiero Artistico</a>. Il Pensiero Artistico by &#8220;TOKONOMAWAY di Boninsegna Stefano&#8221; is licensed under a Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale 3.0 Unported License. Based on a work at www.ilpensieroartistico.eu. Permissions beyond the scope of this license may be available at http://www.ilpensieroartistico.eu/?page_id=647. L’utilizzo degli articoli è libero ma subordinato alla citazione della fonte ovvero “Il Pensiero Artistico”, con link all’url http://www.ilpensieroartistico.eu e alla citazione dell’autore dell’articolo. La licenza si intende libera solo per usi non commerciali. Per usi commerciali degli articoli contattare la redazione alla email redazione@ilpensieroartistico.eu. Parte dei testi possono provenire dai comunicati stampa ufficiali. Eventuali marchi terzi sono di proprietà delle rispettive aziende.</p>
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